prima parte
seconda parte
Posted on 30 September 2010 by re-d
prima parte
seconda parte
Posted on 29 September 2010 by re-d



Posted on 27 September 2010 by re-d
(04 Settembre 2010 – 30 Gennaio 2011)
Bob Dylan è stato un prolifico pittore e disegnatore dagli anni’60. L’artista dai molteplici talenti, tuttavia, ha mantenuto questo aspetto meno noto del suo lavoro per se stesso; solo nel corso degli ultimi tre anni ha deciso di proporsi al pubblico come un pittore, esibendo acquerelli e disegni.
Bob Dylan presenta i suoi dipinti su larga scala per la prima volta in assoluto nella mostra autunnale della National Gallery of Denmark di Copenhagen: The Brazil Series, costituito da opere del tutto nuove, mai visti prima.
Nonostante i dipinti e le canzoni di Bob Dylan si completino a vicenda su alcuni punti, la sua arte visiva tuttavia dovrebbe essere considerata come un universo completamente a sé stante. Se cercate nei dipinti un’ interpretazione della musica e delle canzoni di Dylan, cercherete invano. Piuttosto, le opere sembrano nate da un’esigenza profondamente sentita da parte dell’artista di esprimersi in termini esclusivamente di visuali. O, come Dylan stesso ha sottolineato: “Se avessi potuto esprimere le stesse emozioni in una canzone, avrei scritto una canzone“
40 dipinti acrilici e otto disegni di Dylan “The Brasil series”, che comprende le raffigurazioni di viticoltori, gli zingari, i politici, i giocatori e gangster. Dylan stesso ha affermato in una dichiarazione pubblicata dal Museo “Sono stato alla National Gallery of Denmark, è sicuramente un museo impressionante. Mi ha alquanto sorpreso, quando mi è stato chiesto di creare opere specificamente in questo museo. E’ stato un onore e una sfida emozionante. Ho scelto il Brasile come un soggetto, perché io ci sono stato molte volte e mi piace l’atmosfera, “afferma Bob Dylan.






Posted on 26 September 2010 by re-d
domenica 3 ottobre 2010 dalle 16.30

Antologia di Spoon River
di Edgar Lee Masters
il capolavoro di Masters racconta una formicolante commedia umana nella quale gli spettrali, dolenti e sarcastici epitaffi sono recitati fra le tombe di grandiosi cimiteri monumentali.
I cimiteri:
Cimitero delle Porte Sante di San Miniato a Firenze
Cimitero monumentale urbano di Arezzo
Cimitero Marcognano di Carrara
Camposanto della Misericordia di Siena
IDEAZIONE E REGIA
Riccardo Massai
tra gli interpreti:
Margherita Hack Carla Fracci Franco Camarlinghi
Maria Cassi Fulvio Cauteruccio Giovanni Di Fede
Alessandro Riccio Teresa Fallai Silvia Guidi
Massimo Salvianti Beatrice Visibelli
Monica Bauco Stefania Stefanin
Carlo Monni Italo Dall’Orto Piera Dabizzi
e molti altri…
Tutti gli attori, sparsi fra le tombe monumentali dei quattro cimiteri toscani, reciteranno contemporaneamente i testi dell’Antologia per tutta la durata dell’evento.
Il pubblico potrà trovare la pianta del cimitero all’entrata e aggirarsi liberamente per ascoltare le testimonianze poetiche e malinconiche degli abitanti dell’immaginaria Spoon River.
INGRESSO GRATUITO
Posted on 25 September 2010 by re-d
Yael Mer e Shay Alkalay nascono a Tel Aviv nel 1976 ed entrambi hanno frequentato il MA Royal College of Art nel 2006.
L’obiettivo principale di Yael è di trasformare un foglio a due dimensioni in qualcosa con forme e funzione, mentre Shay è affascinato dal modo in cui le cose si muovono, funzionano e reagiscono.
Sotto il nome di “Raw-Edges” condividono il desiderio comune di creare oggetti che non siano mai stati visti prima.
Nel 2010 iniziano una collaborazione per quella che il Financial Times definì la più prestigiosa design company del mondo, Cappellini.
Realizzata in legno di frassino naturale, tinto ebano o con una fascia alla base decorata nei colori verde, grigio ferro, rosso ciliegia e blu Cina, la collezione TWB per Cappellini comprende uno sgabello e una panca che sembrano di carta stropicciata: il particolare procedimento di costruzione e di riempimento del prodotto rende ogni pezzo differente da tutti gli altri.
I loro progetti si trovano nella collezione permanente del MoMa di New-York e del Design Museum di Londra oltre che in produzione per Established & Sons e Arco. Yael e Shay sono attivi anche nella produzione di pezzi unici e in edizione limitata nel loro studio di Londra.




Posted on 24 September 2010 by re-d

Che il fooding stia conquistando sempre più platee è palese. Chi lo ha capito sta contando i Ducati (la moneta del Taste of Milano). D’altronde già Gualtiero lo capi tempo fa con un evento milanese di cui ignoriamo gli intenti e le modalità, ma per il quale anche il supremo Visentin ne ha parlato gran male. Dicevamo dunque che il food si spettacolarizza e diventa pop, popolare. Basta fare zapping in Tv: il numero di programmi di ricette ed enogastronomia ha ormai sovraffollato il tubo catodico (anche se il tubo ormai è preistoria) e i nostri beneamati zebedei ne hanno piene le sacche.
Dopo la manifestazione Taste Of Milano c’è da prepararsi al peggio. Quello in corso d’opera tra i vialetti del Parco Sempione è quanto di più brutto la nostra città ci propina da almeno tre decadi: l’esclusività, l’allure fighetto e alto borghese. Caro, molto caro e tanto autocelebrativo. Su un noto blog milanese un utente ha commentato con sagacia una perfetta fotografia dell’evento, “un’autocelebrazione di questi chef con il loro pubblico di cagoni al seguito”.
Lasciandoci alle spalle Taste of segnaliamo un’altra manifestazione culinaria che però incuriosisce molto di più, per il suo curioso spirito crossover. Le Grand Fooding, che già oltreoceano ha deliziando con successo i palati di San Francisco, Parigi e New York. I deus ex machina hanno partorito, sembra, un bel concept che unisce il cibo al design, alle arti grafiche e alla musica.
Il 15 ottobre in via Tortona 31, 10 chef stellati – da Bottura a Battisti, passando per Chang, Cracco e Moroni – prepareranno ricette finger food, illustrate da Paolo Ulian nel “Manuale di sopravvivenza”. A condire la kermesse il dj set dei Crookers e di Guiducci “made in Plastic”. Nicolaï Lilin, quello del best seller Educazione Siberiana, disegna tatuaggi. Questa la presentazione per bocca dei creativi che hanno partorito il concept:
Allattato al seno da una mamma siciliana, in un quartiere dove i nem spuntano come funghi, svezzato nel radio-building più cool di Parigi, goloso di arti grafiche, design e umorismo, deliziato dalle discussioni animate e colte come da iTunes, le papille sempre dilatate e frementi, il fenomeno Fooding sbarca finalmente a Milano (dopo Parigi e NYC), per una Prima Edizione Extravergine. Ai fornelli: 10 chef di Milano, Torino, Modena, NYC, Copenaghen e Parigi, ben lieti di sporcarsi le mani col Finger Food per celebrare come si conviene il Grand Paradiso Clicquot. Il menù della serata comprende: una colonna sonora inspirata a un’idea ben precisa della città, una collezione di Pass Tattoos firmata da un autore di best-seller transnistriano (Nicolaï Lilin), il gruppo elettronico più in vista d’Europa che leverà alto il suo Grand Eco Supersonico, un collettivo di designer culinarie fiorentine che faranno volteggiare gli shaker in un Grand Fuoco di Ghiaccio e una prestiné di ringhiera in grado di rivoluzionare la Tettonica delle Paste. La collector’s guide firmata Paolo Ulian vi aiuterà a orientarvi nella giungla del Fooding, senza bussola né forchetta, vergini di ogni cosa, ma immersi nel piacere. Tutto questo nel corso di un’unica serata, che mi auguro diventi una serata unica, incrocio di stili e gusti, all’insegna di tre parole conosciute in tutto il mondo: “Made in Milano”.
Posted on 23 September 2010 by re-d

in collaborazione con Latitudine X
Niente insegne o luci al neon a segnalarli. Ma ingressi segreti, spesso anonimi. Sono ammessi solo pochi eletti, entra chi conosce la parola d’ordine. Accolgono in ambienti eleganti e ricercati, in stile retrò. Riaprono in Usa gli speakeasy, bar che si ispirano, ma solo nella forma, all’epoca del proibizionismo quando in America il consumo di alcolici nei locali pubblici, dal 1920 al 1933, fu messa al bando. Oggi l’illegalità non c’entra più. L’atmosfera di clandestinità è alimentata per far sentire il pubblico speciale. Anche nell’altissima qualità dell’offerta, con cocktail preparati da mixologist-guru. Germogliata a New York, la speakeasy mania sta dilagando in tutti gli Usa, ed è già arrivata in città come Chicago, Los Angeles, San Francisco.

Please Don’t Tell
Conquistarne l’ingresso è come vincere una caccia al tesoro. Bisogna entrare da Crif Dogs in St. Marks Place, East Village, e chiedere della cabina telefonica. Sollevato il ricevitore, una voce deciderà per voi: se positiva, si aprirà una porta a scatto. Oltre, un ambiente piccolo arredato in stile anni ’30 e trofei di caccia alle pareti, cocktail tra i migliori in città.
113 St Marks Place, New York

The Varnish
Luci soffuse, mobili e pareti di legno scuro, in un ex ristorante francese d’inizio secolo scorso. Piace ai producer di Hollywood che qui si trovano in segretezza per parlare in tranquillità. E rilassarsi davanti a drink firmati Sasha Petraske, cocktail guru e noto entrepreneur di locali come Milk & Honey a New York.
118 East Sixth St, Los Angeles

The Tavern Law
Luci basse, salette su due piani, rivestimenti in legno, banco bar di mogano, affreschi e stucchi veneziani. Di recente inaugurazione, il locale è sulla bocca di tutti. È la vera novità per Seattle. I cocktail sono i migliori, come anche la cucina curata dagli chef del premiato gastropub Spur.
1406 12th Avenue East, Seattle

The Violet Hour
Sulla strada, a indicare la presenza di questo che è considerato il miglior cocktail bar d’America c’è solo la flebile luce di una lampadina. Varcata la soglia, si viene accolti in un ambiente sofisticato, mix di stile georgiano inglese e direttorio francese. La drink list è un omaggio all’età d’oro dei cocktails.
1520 North Damen Av, Chicago

Bourbon & Branch
Il tempo qui si è fermato al 1921, anno d’apertura di questo speakeasy, in pieno proibizionismo. Occupa gli stessi locali di allora. Col tempo si è rifatto il look: mattoni a vista e tappezzerie di seta rossa, libreria, bancone di legno. Conserva ancora l’originale Russells Room, il cigar shop.
501 Jones St, San Francisco

The Rye
Si ispira allo stile classico dei pub d’epoca pre-proibizionismo. L’ingresso manca di insegna, è quindi difficile da individuare. La sala interna è rivestita in legno antico, dal pavimento alle pareti al soffitto, e dominata dal banco bar in mogano, del 1910. I newyorkesi lo amano anche per la cucina, raffinata e innovativa.
247 S. 1st Street, Brooklyn, New York
Posted on 22 September 2010 by re-d
Posted on 22 September 2010 by re-d

In occasione degli ultimi giorni di apertura della mostra It’s not Only Rock’n’Roll, Baby! giovedì 23 settembre in Triennale Bovisa si esibirà il cantante indie rock francese Herman Dune. Nove album all’attivo, nuove canzoni fresche di registrazione da ascoltare in anteprima nel contesto che più appartiene al musicista, quello dell’arte. Uno speciale finissage di It’s Not Only Rock’n’Roll, Baby! con un cantante che ha sempre percorso la via dell’arte in parallelo a quella della musica, disegnando in prima persona le copertine dei suoi album.
La mostra “It’s not only Rock ’n’ Roll, Baby!” narra la storia di quei musicisti rock che si sono espressi anche attraverso le arti visive. Si tratta di una collettiva in cui si espongono opere create da dodici artisti alcuni dei quali icone sulla scena rock internazionale: Alan Vega, Andy, Antony (Antony and the Johnsons), Bianca Casady (CocoRosie), Chicks on Speed, Devendra Banhart, Fischerspooner, Kyle Field, Patti Smith, Peter Doherty, The Kills, Herman Dune. L’obiettivo che la mostra si pone è quello di esporre le opere di quei musicisti che sono nati artisti prima di darsi al rock; presenta un aspetto centrale della loro attività artistica, seppur sconosciuta rispetto ai loro successi musicali. I musicisti scelti ci dimostrano che le due forme di espressione – il rock e l’arte – sono inestricabilmente legate tra loro.
www.hermandune.com
Concerto ingresso libero
Bistrot Bovisa @ Triennale Bovisa
Via Lambruschini, 31 – Milano
info mostra:
It’s not only Rock’n’Roll, Baby!
A cura di Jérôme Sans
Triennale Bovisa
www.triennale.org
24 giugno- 26 settembre 2010
ingresso 6/5/4 euro
mar-dom 11.00 – 21.00 gio 11.00 – 23.00 lunedì chiuso
altri eventi It’s not only… gli eventi live
altre notizie It’s not only rock ‘n’ roll
Posted on 21 September 2010 by re-d
Situazioni surreali, ricercatezza nelle luci e nelle pose, atmosfere tra il cupo e l’onirico. Tutto questo nelle splendide fotografie di Silent View.
Potete ammirare l’intero gallery su DeviantArt.




