Archive | April, 2011

vinicio

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Perché ci piace Capossela: Naufrago e capitano in un mare di canzonette

Posted on 27 April 2011 by re-d

 

Vinicio non è più il corvo torvo di prima. Ora appare rinato, solare e ha perso quel velo di tristezza che aveva. Per la presentazione del Suo nuovo disco “Marinai, profeti e balene” ha chiamato a raccolta un nugolo di giornalisti presso l’Acquario Civico di Milano. Un incontro durato un’ora abbondante, per raccontarsi e raccontare quello che è successo, con quel suo modo sornione, unico,nel raccontare le cose.

Nel suo nuovo album parla di marinai, balene e profeti. Argomenti che si prestano a numerosi giochi di parole, che hanno il fascino dell’ignoto e della scoperta. Letteratura sconfinata, un pozzo senza fondo dove pescare suggestioni e  ispirazioni. Niente ha ispirato più del mare: dall’Ulisse a Moby Dick passando per Melville.

Ci piace quello che Capossela realizza per concepire il disco; lo insegue attraverso atti epici, coraggiosi e spavaldi. Come quello di rifugiarsi nella cattedrale del castello Aragonese di Ischia, a 30 metri sul mare, issando un pianoforte e registrando l’ossatura del disco, lasciando che la salsedine e il vento si insinuino nelle sue note.

E così il buon Vinicio ha realizzato il suo concept album, doppio monumentale cd, con l’ausilio di vecchi collaboratori, e nuovi esotici. E così via in un tripudio di immagini e istantanee. Da “Il grande leviatano”, ispirato alle vicende bibliche dell’ammutinato Jonà, a “Goliath” la balena. E ancora “Le Sirene” e “La madonna delle conchiglie”. Che Vinicio vi piaccia o meno, che vi entusiasmi la sua liricità e le sue bizzarrie, rimane certa una cosa: è l’unico che sappia intonare lessico, strumentario, scelta dei compagni e dei luoghi al servizio dell’opera.

Così la metafora che ci vuole tutti sulla stessa barca, ciurma dondolante in balia dei venti, del destino e del fato, governato da pochi, pochissimi uomini. Ma l’epopea marina di Vinicio ci ricorda, come una biblica condanna, che siamo tutti mangiati dal mostruoso, planetario, capitale Leviatano. E come Jonà, dentro il suo ventre, ci facciamo trasportare e naufragare.

 

 

 

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Milano Food Week 2011

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Milano Food Week 2011

Posted on 19 April 2011 by re-d

Segnaliamo con piacere, dopo la settimana della Moda e la settimana del Mobile e del Design, il ritorno (per il 3 anno consecutivo) della Milano Food Week, il festival italiano del gusto che vede trionfare l’eccellenza enogastronomica.

Dal 7 al 15 maggio un percorso di iniziative speciali lungo le strade della città, nei suoi negozi, locali, ristoranti e gallerie.

Milano Food Week è alimentazione, cucina, salute, prodotti tipici e biologici. È arte, fotografia, musica, emozione e night life.

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Maggiori informazioni sul sito dell’evento

www.milanofoodweek.com

o sulla pagina ufficiale facebook

 

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Red Bull Music Academy: Madrid 2011

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Red Bull Music Academy: Madrid 2011

Posted on 19 April 2011 by re-d


Annunciata la location della dodicesima edizione della Red Bull Music Academy che si terrà a Madrid, all’interno del centro creativo contemporaneo Matadero, situato in una zona dall’architettura industriale dell’inizio ’900. Il centro mira a diventare un laboratorio vivace per lo sviluppo di nuovi progetti interdisciplinari in arti performative e visive, design, musica, danza, architettura, urbanistica. L’Academy, che si terrà dal 23 Ottobre al 25 Novembre getterà le basi per una serie di attività musicali presso Matadero Madrid anche negli anni a venire. Staremo a vedere.

Red Bull Music Academy Madrid 2011
Workshop 1: October 23 – November 4, 2011
Workshop 2: November 13 – November 25, 2011
Application period extended – New deadline: April 26

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Mentine “on the road”. Noi c’eravamo! ;)

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Mentine “on the road”. Noi c’eravamo! ;)

Posted on 15 April 2011 by re-d

Martedi abbiamo partecipato – il contributo fotografico all’evento lo trovate nelle nostre pagine Flickr – alla sfilata organizzata da Mentine Milano (in collaborazione con gli amici di Bordeline Moving Ideas), atelier che punta su originalità e sul “fatto a mano” creando capi unici e accessori che spiccano per originalità e stile. La passerella “On the Road”, nonostante il tempo abbia fatto temere il peggio (fortunatamente il sole ha fatto capolino dopo minuti di spasmodica attesa in cui si pensava a quale giorno potesse essere il più adatto per riproporre la sfilata), lo show ha potuto avere inizio. Perché questo è stato. Un bellissimo spettacolo di colori, allegria e musica. Le Mentine, ispirate e guidate da Barbara Compostella, anima creativa dell’atelier, sono partite dallo showroom PASTIS di Ripa di Porta Ticinese 39 per arrivare in Porta Genova e proseguire quindi a tempo di musica – concedendosi ai sorrisi e agli scatti ricordo di sorpresi consumatori in sosta nei locali, pendolari in transito e indigeni festanti – in direzione via Tortona per concludere in bellezza in via Vigevano e via Corsico, presso lo spazio Concept Brandstorming.

Maggiori info:

SHOWROOM/ATELIER
c/o PASTIS Ripa di Porta Ticinese 39 20143 Milano

www.mentinemi.com

 

Gallery Fotografiche

Mentine «on the road”

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Ciclo&Riciclo, la storia continua

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Ciclo&Riciclo, la storia continua

Posted on 13 April 2011 by re-d

Ci teniamo a segnalare la seconda edizione di Ciclo&Riciclo. Abbiamo incontrato i ragazzi dell’agenzia di comunicazione Bordeline proprio ieri in occasione dell’evento “On The Road” di Mentine (di cui parleremo a breve) e ci ha fatto piacere sapere che anche quest’anno il popolo del Fuorisalone avrà a disposizione due ruote per spostarsi in tranquillità e divertendosi per le vie di Zona Tortona.

Per completezza di informazioni riportiamo il loro comunicato ufficiale e il video promozionale.

Bel lavoro ragazzi.

 

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In occasione del Salone del Mobile, l’agenzia di comunicazione Borderline e l’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Provincia di Milano, in collaborazione con l’Associazione Culturale MIRaggio danno vita alla seconda edizione di Ciclo&Riciclo, il servizio di bike sharing gratuito di Zona Tortona, l’area destinata ad ospitare le esposizioni del Fuorisalone 2011.

Il bike sharing di Ciclo&Riciclo è pensato per tutti coloro che desiderano accedere al “quartier generale” del design evitando code, traffico e stress. È infatti sufficiente recarsi in Via Corsico 3 (a due passi dalla MM2 P.ta Genova) o più comodamente, digitare www.cicloericiclo.com per prenotare una delle biciclette fucsia di Ciclo&Riciclo o una delle 20 BiciBlu della Provincia di Milano, normalmente destinate agli spostamenti dei dipendenti.

Bike sharing gratuito ad un’unica condizione: all’atto del ritiro ogni utente del servizio dovrà rilasciare un video-messaggio con un invito personale all’uso della bicicletta. Un modo per stimolare la creatività, divertirsi e dare vita ad una campagna di comunicazione lunga fino alla successiva edizione.

Ciclo&Riciclo è infatti molto più di un esercente di bike sharing, ogni suo collaboratore è mosso da una forte passione per il sociale e ha come obiettivo la promozione della mobilità sostenibile, coniugando il rispetto dell’ambiente a design e arte.

Il team di Ciclo&Riciclo con l’aiuto della ciclofficina MIRaggio recupera e rigenera vecchie biciclette in disuso o abbandonate per poi renderle fruibili in occasioni del Fuorisalone o di altri eventi che coinvolgono la città.

Accanto all’attività di bike sharing prenderà forma l’opera “Live Bike Sculpture”, ovvero un’installazione destinata ad evolvere in forma e dimensioni col trascorrere dei giorni grazie anche alla partecipazione attiva del pubblico. L’installazione sarà realizzata dal team di Jamais Vu di NABA (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano).

La scultura che prenderà vita al termine dei cinque giorni di kermesse sarà donata alla Provincia di Milano per decorare la ciclabile Milano-Expo: la pista ciclopedonale che la Provincia di Milano realizzerà per collegare Piazza del Duomo a Rho Fiera in previsione dell’ EXPO 2015.

La presenza della scultura sulla ciclovia avrà il compito di dimostrare l’occhio avanguardistico che le amministrazioni comunali e provinciali pongono sulla questione mobilità, sapendo utilizzare i dettami dell’estetica più contemporanea a scopo di comunicazione sociale.

 

Maggiori info:

www.cicloericiclo.com

 

 

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La Santeria a Milano: un’altra città è possibile

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La Santeria a Milano: un’altra città è possibile

Posted on 13 April 2011 by re-d

santeria milano

Ci piace. Ha aperto da un poco ed è sulla bocca di tutti. Si trova in via Paladini 8 (zona Città Studi, Viale Argonne). L’atmosfera è a metà tra un’osteria e una galleria d’arte. Ampio cortile che si sfrutta piacevolmente per l’aperitivo, bookshop dell’Ilo con tante altre cose sfiziose per la gioia di hipster, fumetti, vinili, magliette cool e altre cosucce che il nostro Abate ha scovato in giro per mezza Europa. Spazio espositivo sfruttato per mostre e show-case, baretto con baristi simpatici e spazio co-working per agitatori, creativi et simila. Chi c’è dietro tutto questo? Una buona porzione del popolo della nightlife underground milanese: Magnolia, Tunnel, Spin-go!, Cooperative Music, Saphary Deluxe, Pecora Nera e Thisorder. Tutte le info sui prossimi appuntamenti In Santeria potete trovarle qui.

santeria milano

 

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The Music Box: come suona un appartamento

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The Music Box: come suona un appartamento

Posted on 08 April 2011 by re-d

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Un appartamento è il set di un video diretto da Daniel “Cloud” Campos, ovvero il ballerino protagonista del filmato. Molto bello il lavoro di luci e contrasti tra i vari materiali dell’appartamento stesso, frutto del lavoro di Louis Silva.

 

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La ricostruzione musicale dell’Aquila: intervista con gli Zona Rossa Krew

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La ricostruzione musicale dell’Aquila: intervista con gli Zona Rossa Krew

Posted on 06 April 2011 by Davide Schiappapietra

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A due anni dal terremoto gli Zona Rossa Krew sono tra i capofila della rinascita artistica e culturale dell’Aquila. Fanno hip hop consapevole, aggressivo, tecnicamente di alto livello. In Voci dal Cratere, disco d’esordio, portano indietro l’orologio agli anni delle posse, delle rime nate nei centri sociali e alla rabbia diretta, senza ironie o ammiccamenti. Prima delle collane d’oro, prima dei gangster allo zafferano, prima di successo, soldi, “bamba” e unghiate tra primedonne di periferia.

Loro raccontano la città distrutta e i suoi abitanti. Parlano di orrore e riscatto, denunciano le istituzioni e un brutto futuro prefabbricato, pianificato a tavolino, a cui si sentono condannati. E facendolo spaccano. Lo sanno a Radio 3 dove il loro album “Voci dal Cratere” è stato votato tra le cinque perle italiane dell’anno; lo sanno nei locali e centri sociali di tutta Italia dove hanno portato il loro show.

Esattamente due anni fa il terremoto ha distrutto e ucciso. Poi c’è stato un altro tipo di distruzione, lenta e costante: quella del tessuto sociale, di tutti quei legami che una città crea e sostiene. L’Aquila a due anni dal terremoto non è stata ricostruita, il suo centro è lasciato li, semideserto. Come urlano gli ZRK, molti vivono nelle new towns di prefabbricati, lontane chilometri dal centro, isolate, dove i vecchi legami non esistono e ci si ritrova nei centri commerciali.

Gli Zona Rossa Krew, insieme a tanti, non hanno aspettato le decisioni prese da Roma. Occupando un ex manicomio in piena città, lo hanno trasformato in Casematte; e li ci fanno controinformazione, attività culturali, arte e musica. Hanno costruito un centro sociale che sa molto di centro cittadino; una piazza che non nasce intorno a una chiesa ma attorno alla creatività e a molta musica. Una factory nata dalla necessità e che è il centro di un movimento artistico e culturale che parte dal cratere e si espande a tutta la penisola.

re-mood ha incontrato gli Zona Rossa Krew

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“Lacrime di Giulietta”

Posted on 05 April 2011 by re-d

“Lacrime di Giulietta” è il brano scritto da Matteo Negrin (chitarrista, pianista e compositore torinese già apprezzato per la collaborazione con il poeta Guido Catalano). Il video è un’animazione in stop-motion. Lo storyboard si articola su un unico foglio: un pentagramma lungo 12 metri sulle quali sono state girate quindici ore di immagini, poi selezionate, sincronizzate e montate dallo Studio Lab. Un lavoro davvero suggestivo di “music painting” che merita tutto il successo avuto (quasi un milione di visualizzazioni su YouTube).

 

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“The Universal Sigh”: il nuovo giornale dei Radiohead letto per voi

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“The Universal Sigh”: il nuovo giornale dei Radiohead letto per voi

Posted on 05 April 2011 by re-d

 

il nuovo giornale dei Radiohead

Se bisogna dare un merito ai Radiohead è quello di far parlare di se, sempre. Si può discutere dei meriti artistici del gruppo inglese, ma non si può discutere della capacità di cambiare le regole del gioco e di impossessarsene a proprio vantaggio. Registrare un disco, metterlo online ad offerta libera, sempre guadagnandoci.

Poi far uscire un altro disco, improvvisamente, senza dir niente a nessuno, e fare un giornale al seguito, distribuirlo gratis e fare parlare i blogger di mezzo mondo, quelli che in mente hanno un sacco di luoghi comuni sulla poesia e sull’arte, come il sottoscritto.

Va da se’ che non si può ignorare quello che fanno i Radiohead. Un gruppo immediatamente riconoscibile, anche al di fuori dell’ambito musicale. Così l’ultima trovata del collettivo viaggia sui binari del multi canale: l’uscita del giornale promozionale distribuito in tutto il mondo (50 location) The Universal Sigh, in occasione del lancio del nuovo disco (bruttarello) The Kings of Limb.

Procuratomi una copia in italiano (alla Santeria di via Paladini a Milano) del giornaletto (scusate il diminutivo), del tutto simile, per formato e carta, ad una comune free press (Qui lo potete scaricare in PDF). Così ho provato a tuffarmici dentro, un contenitore intellettualoide e inquieto, come il gruppo stesso d’altronde.

Poche pagine (una decina), grammatura inconsistente, creature indefinite e inquietanti nelle copertine e una grafica interna che per certi aspetti riprende l’iconografia psichedelica dei gloriosi ’70. Di cosa mai parlerà il giornale dei Radiohead e chi lo ha scritto? Robert MacFarlane, Jay Griffiths – che è una donna, a dispetto della traduzione italiana- e Stanley Donwood, autore di tutte le copertine della band. Natura e alberi nel contenuto, argomento collegato al titolo del loro ultimo disco. Ray Griffiths ha scritto un racconto intitolato Forests Of The Mind. A voi un estratto.

Ero perso in quel senso si vuoto cupo e sconfortante, infestato da desideri di suicidio, tutta la vitalità era sparita. Poi, un giorno, qualcunò mi lanciò una corda, un’ancora di salvezza in questo abisso privo di vita. Un antropologo che conosceva la mia situazione mi invitò ad andare con lui in Amazzonia peruviana per visitare cli sciamani che lavoravano con le impressionanti medicine della mente prese dalla foresta. (…). Arrivata la sera, ci sistemammo nella capanna degli sciamani; e iniziò una lunga nottata per la mia mente. bere la medicina che mi diedero fu come bere cicuta e stelle: amamra come l’una, brillante come le altre. Le cicale e il frullio delle ali degli uccelli notturni, punteggiavano la notte di rumori e tutta la oresta sembrava accoppiarsi, fare le fuse, frusciare,  avvilupparsi e osservare. Io ero circondato dal calore e dal respiro della foresta, verde e vitale, ed era come se mi stessi imbevendo della sua essenza, del suo spirito, della sua anima – e ne avevo disperatamente bisogno, perchè l’avevo persa.

E così via, in una catarsi che invoca la natura salvifica e appelli a non tagliare gli alberi. In pratica un notiziario redatto sugli alberi in foreste urbane ed extraurbane, rivelazioni, racconti sulla bellezza dell’arrampicarsi sugli alberi e osservare la vita dal loro punto di vista citando Calvino e la sacra terra di francescana memoria.

Un Chronicles la cui redazione ha fattezze elfiche, di un paese che avrebbe la stessa atmosfera dell’Islanda, scritto da industriosi fighetti anglosassoni “zero impact” con la barba. Al di la dell’aspetto puramente filologico questo giornale non entrerà nella storia dell’editoria (e non certo con questa traduzione italiana).

Ma è inutile soffermarsi sul reale merito di questa pubblicazione. Al di là di quello che è, importa quello che rappresenta: un messaggio salvifico che mira a insinuarsi nella mente e portarti a domande profonde e complesse sul significato della condivisione, sulla vita, sull’arte e la sua funzione. Buona Lettura.

 

 

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