Archive | August, 2011

Alexa Meade: l’artista che trasforma i soggetti in quadri che respirano

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Alexa Meade: l’artista che trasforma i soggetti in quadri che respirano

Posted on 23 August 2011 by re-d

Farsi fare un ritratto da Alexa Meade è molto diverso dal posare su una sedia, ma per lo meno non è necessario stare ore immobili mentre l’artista ci ritrae, perché lei, armata di pennello, dipinge direttamente sulla pelle e sui vestiti. Il suo è un approccio unico, i suoi modelli diventano parte dell’opera d’arte, così come lo sfondo, trasforma i corpi in tele che vivono e respirano, e già questo gesto diventa parte dell’esperienza artistica. Un’esperienza artistica che è un’intersezione tra pittura, fotografia, performance e installazione.

Alexa Meade - Double Take (self portrait)

Una volta finita la parte pittorica infatti, l’artista fotografa il soggetto con lo sfondo, entrambi già dipinti, che diventano un tutt’uno. L’effetto è sconvolgente e a fatica si riconosce che l’opera finale è una fotografia e non un tradizionale dipinto su tela. In questo modo il soggetto, il primo piano e lo sfondo collassano tutti in un unico piano.

Alexa Meade - Natura Morta

Alexa Meade ha 24 anni e lavora alla Irvine Contemporary gallery di Washington DC, ma non ha mai preso neanche una lezione di pittura. Il suo modo di ritrarre ci insegna che “vedere non è necessariamente credere”.

Alexa Meade - Transit

I link ai lavori di Alexa Meade:
www.alexameade.com
www.flickr.com/photos/alexameade/
www.facebook.com/alexameade

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Rockumentary in Budapest, Sziget Festival

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Rockumentary in Budapest, Sziget Festival

Posted on 17 August 2011 by re-d

 

Una città nella città. Questo è lo Sziget Festival, una cittadella musicale, una zona temporanea autonoma, TAZ - The Temporary Autonomous Zone – locuzione cara a Hakim Bey, scrittore anarchico. Tutto questo sull’isola di Obuda, a due chilometri dal centro di Budapest, capitale incantevole bagnata dal Danubio. Dentro è frequente perdersi: d’altronde 11 palchi dislocati su una superficie di 2000 ettari possono ubriacare anche il più navigato dei frequentatori.

Cartina alla mano alla scoperta di un programma infinito, con più di 60 concerti. D’altronde 385.000 presenze spalmate sui 7 giorni di apertura danno l’idea di un festival davvero gigantesco, una macchina organizzativa imponente che ha tra i suoi massimi punti di forza, oltre ad un programma musicale davvero vario tra rock, pop, folk e elettronica, anche una fresca aria di libertà e tolleranza.

Dicevamo dei concerti. Troppi da elencare tutti (se volete rosicare date un occhio qui). Quelli che ho visto con piacere: Kaiser Chiefs, il cui performer Ricky Wilson è entrato meritatamente nella categoria dei “best performer” del festival; nella categoria “Best fucking party concert” si piazzano i Prodigy, non si riesce a stare fermi e non si riesce a non odiare il cantante che tra un fuck e l’altro incita il pubblico alla rivolta (indubbiamente irresponsabile di questi tempi); la potenza ritmica di Goran Bregovich che con la sua Wedding & Funeral Band pompa nelle casse meglio di un disco di acid house; i grandi e sempiterni Motorhead, indomabili e rudi; che dire dei Bloody Beetroots, che hanno smosso lo stage A 38 in un fiume di sudore e mani in alto?

Bravi; gli Skunk Anansie, piazzati nel pomeriggio prima di Dizzie Rascaal e Prodigy, hanno regalato un grande show, confermando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, Skin performer di razza, mai paga di stupire con una presenza scenica elettrizzante; gli instancabili Gogol Bordello, che mai deludono le aspettative dei numerosissimi fan che hanno danzato febbrilmente sotto il main stage; i White Lies tecnicamente impeccabili, a tratti coinvolgenti. Moltissimi altri, meno conosciuti: la sorpresa Selah Sue che qualcuno ricorderà per la hit Ragamuffin; il grande Kid Cudi, energia e sudore per uno spettacolo davvero eclettico. C’era anche Prince, ma non fa testo perché la sua esibizione ha aperto il festival con un giorno di anticipo e pare sia stata irripetibile.

Dopo la mezzanotte i concerti finivano e iniziava la fiesta. Un numero infinito di parties piccoli e medi sparsi ovunque, oltre alla massiva Party Arena, il gigantesco spazio coperto dove si sono esibiti i djs: Trentmoller, 2manydjs, Goose, Dubfire, Richie Hawtin e molti altri. Manca nulla? Si, quell’indescrivibile sensazione di libertà di cui parlavamo sopra. Non rendo l’idea? Fatevene una, il prossimo anno ovviamente, in occasione del ventennale.

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Le Grand Fooding Milano dal 20 al 22 ottobre 2011: gastronomia non convenzionale

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Le Grand Fooding Milano dal 20 al 22 ottobre 2011: gastronomia non convenzionale

Posted on 08 August 2011 by re-d

Ci piace segnalarvi con grande anticipo le manifestazioni che meritano di essere appuntate sul vostro calendario autunnale. Una di queste è l’evento culinario LE GRAND FOODING che torna e triplica i giorni dopo il successo ottenuto l’anno scorso, prima edizione che segnalammo a suo tempo.

Per l’edizione milanese, il fondatore e critico gastronomico Alexandre Cammas e i suoi adepti hanno scelto di raccontare la storia della cucina italiana in Italia e nel mondo: così, se la prima edizione era semplicemente “extra vergine”, questa è intitolata Il trionfo dello spaghetto gigante. Ci saranno alcuni tra i migliori chef italiani e stranieri (d’origine italiana, o comunque filoitaliani), che reinterpreteranno il nostro straordinario patrimonio culinario seguendo il fil rouge dello “spaghetto gigante”.

L’evento si svolgerà il 20, il 21 e il 22 ottobre, ancora presso l’Opificio 31 – Tortona Locations (via Tortona 31, Milano); ogni sera quattro chef – due italiani e due stranieri – si sbizzarriranno con la cucina tricolore, lanciando  una velata provocazione:  “si mangia meglio italiano in Italia… o all’estero?”.

L’aperitivo non potrà certo essere convenzionale: champagne Mumm Cuvée Privilègeabbinato alle “pizze sacrileghe” di Charlie Hallowell (Pizzaiolo, San Francisco) e Jon Pollard (Pizza East, Londra). Con i loro cocktail “Spaghetti Western” a base di Sanbittèr e Chinò, le ragazze di Arabeschi di Latte faranno poi un tuffo nel passato sui set di Sergio Leone.

Seguirà la cena, che metterà a confronto numerosi Grandi della cucina italiana a livello internazionale: la squadra – eccezion fatta per il ritorno di Bottura – si presenta completamente rinnovata rispetto allo scorso anno. Si attraverserà lo stivale, da Nord a Sud, con Andrea Berton (Trussardi alla Scala, Milano), Davide Oldani (D’O, Cornaredo), Massimo Bottura (Osteria Francescana, Modena), Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore, Senigallia), Cristiano Tomei (L’Imbuto, Viareggio), Pino Cuttaia (La Madia, Licata) per poi sconfinare in Costa Azzurra con Mauro Colagreco (Mirazur, Mentone).

Federica e Fabrizio Mancioppi (Caffè dei Cioppi, Parigi) e Giovanni Passerini (Bistrot Rino, Parigi) rappresenteranno gli italiani a Parigi mentre Christian Puglisi (Relae, Copenhagen) porterà a Milano l’aria di Copenhagen. Dalle Americhe arriverannoMario Carbone (Torrisi Italian Specialties, New York) e Pier Paolo Picchi (Picchi, San Paolo).

Ecco la suddivisione degli chef prevista per ciascuna serata:

giovedì 20 ottobre: Cedroni, Oldani, Federica e Fabrizio Mancioppi, Carbone;
venerdì 21 ottobre: Colagreco, Bottura, Cuttaia, Picchi;
sabato 22 ottobre: Tomei, Passerini, Berton, Puglisi.

E dato che non c’è piatto italiano che non lasci “il segno”, ogni sera uno dei quattro chef preparerà un piatto con cui sarà impossibile non sporcarsi, ma i commensali – seduti alle lunghe tavolate imbandite dalla famosa designer Paola Navone - potranno proteggersi dagli schizzi legando al collo divertenti bavaglioli che resteranno come souvenir della serata.

Dulcis in fundo: la bomba di gelato Haagen Dazs preparata dal “pasticcione” Franco Aliberti, che reinterpreterà il famoso dessert creato nell’Ottocento da un connazionale a Parigi.

Non c’è cibo senza musica. La colonna sonora sarà curata dal tondeggiante giornalista e deejay parigino Remy Kolpa Kopoul. Ai ritardatari che non saranno riusciti a godersi la cena penserà infine il leggendario Franco Cazzamali da Romanengo (CR), che servirà carne cruda nella sua macelleria clandestina.

 

Il biglietto (in vendita online a partire da metà settembre) per l’intera serata costerà 50 € (dall’aperitivo alla festa, tutto incluso). Come l’anno scorso, parte del ricavato della vendita dei biglietti andrà in beneficenza a CAF Onlus – Centro di Aiuto al Bambino maltrattato e alla Famiglia in crisi. I posti previsti per ogni aperitivo-cena sono circa 250. Una volta esauriti, saranno messi in vendita altri 250 biglietti circa a serata, per la festa.

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Con i Lego tutto si può!

Posted on 06 August 2011 by re-d

Nel corso degli anni abbiamo visto riprodurre con i simpatici mattoncini ogni frutto dell’ingegno dell’uomo, dalle ambientazioni con astronavi e soldati dell’Impero di Star Wars alle riproduzioni delle locandine di film di successo per finire con il fantastico mondo di Miyazakitopia, rappresentazione dei principali personaggi del mondo del grande Hayao Miyazaki.

Quindi perché non cimentarsi nella costruzione di qualcosa di veramente utile per il mondo della video-fotografia realizzando un follow focus. Per i non addetti tale strumento permette tramite una serie di ghiere e rotelle regolabili di poter mettere a fuoco senza toccare direttamente la ghiera dell’obiettivo e quindi causare movimenti inopportuni durante le riprese di un video.

 

Ecco il follow focus in azione
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ed ecco il tutorial per costruirlo.
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I nostri complimenti all’autore: l’utente youtube havok2.

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Follow focus e Lego: binomio vincente.

Posted on 06 August 2011 by re-d

Ecco un bellissimo follow focus realizzato con i mitici mattoncini

 

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