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Cerimonia di inaugurazione di Londra 2012: frega a qualcuno sapere cosa succederà?

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Cerimonia di inaugurazione di Londra 2012: frega a qualcuno sapere cosa succederà?

Posted on 27 July 2012 by re-d

Tutti ne parlano, magazine, tabloid, blog: è febbre Olimpiadi. Frega a qualcuno? Sicuramente a molti non fregherà un emerito cazzo, ma di questi ce ne sono molti che guarderanno la Cerimonia d’apertura, il vero evento mediatico, altro che Olimpiadi e spirito olimpico. Tedofori, portabandiera, atleti griffati, tatuati, medagliati, premiati, contesi e fidanzati, piss off. Interessa lo spettacolo, l’histeria, la celebrazione mediatica che avrà come gran cerimoniere nient’altro che il regista culto Danny Boyle, che sapete chi è, che ve lo dico a fare. Ripeterà le oniriche trafigurazioni di Trainspotting? Chissà.

Da giorni montano in rete le anticipazioni, trapelate dopo la prova generale fatta l’altro ieri. Sarà una celebrazione del Regno Unito e tutto ciò che ha contribuito a creare il mito della Britannia. Ci sarà il carbone, il pudding e il junk food? Sicuro ci sarà la campagna inglese, la mitica country side, l’idillio pastorale in cui il Regno Unito viene dipinto come la “terra verde” descritta in Jerusalem, con tanto di contadini, pascoli e animali. Sicuramente non si farà la caccia alla volpe.

Dopo la celebrazione bucolica, a seguire ci saranno le scene che evocheranno gli eventi che hanno segnato la storia britannica: le proteste dei disoccupati negli anni della grande depressione, gli operai a simboleggiare la working class e persino un modello dell’Empire Windrush, la nave che nel 1948 trasportò in Regno Unito 492 immigrati dalla Giamaica.  Operai, immigrati, militari, minatori, saranno i protagonisti di una session in cui il sogno britannico viene filtrato dagli eroi silenti, quelli che con il loro lavoro e i sacrifici, hanno contribuito a creare l’impero britannico. Tutto molto patriottico e commovente davvero.

State fremendo vero? Di più, aggiungerò al carrello della cerimonia i “patrioti” dalla fantasia inglese. Verranno a fare un saluto Alice nel paese delle meraviglie Peter Pan, Voldemort, Harry Potter, James Bond e anche Mary Poppins con il suo ombrellino (cordoglio per Sherlock Holmes che ha dato forfait). E poi la musica, sulla quale gli inglesi non scherzano affatto: il pop, il rock, persino il punk. Altro che arie e musica classica, la scaletta vede brani dei Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, Who e persino i Sex Pistols che mandano al diavolo la regina, oltre a tanti contemporanei: MIA, Coldplay e Dizzie Rascaal, tra i tanti.

E poi il gran finalone, con la partecipazione di Sir Paul McCartney che canterà “Hey Jude”, con il supporto di 1000 percussionisti che scenderanno dalle gradinate, sempre a quanto riportato dalle gole profonde del Sunday Times. Che Dio lo benedica. La regina? Pare abbia già preso un impegno: caccia alla volpe. In compenso però c’è Beckam, o forse no. Vada come vada, ora e sempre è Cool Britannia.

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I fiori di David Lachapelle alla galleria inglese Robilant + Voena di Milano

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I fiori di David Lachapelle alla galleria inglese Robilant + Voena di Milano

Posted on 06 March 2012 by re-d

david lachapelle

 

Sono dieci i quadri di fiori di David Lachapelle in mostra alla galleria inglese Robilant + Voena di via Fontana, aperta a orario continuato sino al 24 marzo. L’esposizione, che non per nulla si chiama Earth Laughs Flowers, riempie perfettamente gli sfarzosi spazi della galleria, che si estende su due piani e che ospita altre opere, per lo più rinascimentali, ma anche particolarità quali il teschio di un tricheco in una teca (inquietante). Le fotografie sono opulenti, fluo e colorate, perfettamente assonanti con l’arte maleducata dell’artista americano; solo pochi hanno i colori filtrati. Sempre però sono una meditazione sulla caducità delle cose. Fotografie che ricordano che siamo qui solo di passaggio e che la morte presto o tardi verrà a rapirci. Come sempre, Lachapelle unisce i contrasti e in ogni quadro/fotografia c’è qualcosa di disturbante.

Springtime Flower, ad esempio, rimanda all’adolescenza, con pezzi di bambole e immagini di divi dei ragazzini ritagliati dai giornalini e addirittura una maschera di Kibiusa di Sailor Moon, mentre Late Summer Flower è carico di cibo, con l’attenzione che viene attirata da una jelly rosso squillante in primo piano. Early Fall Flower è ricco di immagini di decadenza, soprattutto mozziconi di sigaretta, e Flaccid Passion Flower di opulenza, di donne formose (e flaccide) e statue classiche e maschere affiancate a bambole nude senza testa.
Risk Flower rappresenta insetti che sembrano vivi, in particolare il ragno che troneggia in alto a sinistra. Accanto ad America Flower, il quadro di buona guarigione con una bandiera americana che brucia e quasi cola sui fiori sottostanti, impressiona Deathless Winter Flower, la natura morta con le flebo. Infine, tra tutti, il sensualissino The Lovers Flower, con il primo piano di una strana vagina che sembra una bocca.
Come si è compreso dai titoli appena elencati, i quadri sono una metafora del ciclo vitale, dalla nascita alla morte. Lo stile è opulento e barocco, le immagini ricche di teschi, insetti, oggetti, orologi, parti del corpo, giocattoli, animali, verdura, maschere (una addirittura di un personaggio di Sailor Moon), barbie e ken senza testa, carta igienica e palloncini, e candele, che rappresentano la fugacità della vita umana e l’assenza di valore della vita, che è sola vanità. I simboli sono tantissimi e si devono osservare i quadri a lungo per scovarli tutti, e cogliere la loro martellante ossessività. Insomma, la natura rappresentata è ammaliante, ma anche oscura ed inquietante.

Le nuove foto di David sembrano dei dipinti di secoli fa. Sono nature morte contemporanee immerse tra i simboli della società moderna. Come si sostiene sin dall’antichità, la bellezza appassisce. E ci resta l’amaro in bocca.

Silvia Tozzi

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Con-tatto con l’arte all’Istituto dei ciechi di Milano

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Con-tatto con l’arte all’Istituto dei ciechi di Milano

Posted on 28 February 2012 by re-d

Dopo il classico percorso del Dialogo nel buio che va avanti dal 2005, le cene e il teatro completamente in assenza di luce, l’Istituto dei ciechi di via Vivaio a Milano ospita anche “L’arte del tatto”. Una mostra tattile di scultura, che apre una sola domenica  al mese con orari precisi e solo con prenotazione, organizza gruppi di cinque persone per visite guidate (qui il calendario).

Accompagnati da un’esperta guida non vedente, per un’ora ci si immerge in un’altra dimensione e si compie un percorso al buio per scoprire statue attraverso l’uso delle mani. In collaborazione con il Museo Louvre di Parigi la mostra ospita fedeli riproduzioni, grandi capolavori  e stili che hanno caratterizzato la storia dell’arte nel corso dei secoli.

L’idea iniziale è stata proprio del museo parigino che, dodici anni fa, pensò all’allestimento di un’area dedicata a persone con disabilità visiva e il progetto fu premiato con successo. Il visitatore nell’esposizione milanese affina le percezioni tattili e senza problemi può toccare le sculture cogliendone i dettagli, che solitamente non si notano nemmeno. Abituati al “please don’t  touch”  delle comuni mostre, qui ogni divieto diventa un obbligo, l’obbligo di vivere l’opera con il proprio corpo.

In più si compie uno sforzo notevole, quello di abbandonarsi all’uso del tatto e dimenticarsi di avere gli occhi con cui scrutare. La vista che nella nostra cultura occupa il primo posto, qui viene lasciata fuori dalla soglia del percorso e il nostro giudizio si forma sulle nostre sensazioni, attraverso nuove suggestioni.

Roberta Musazzi

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AAA RE-MOODER CERCASI

AAA RE-MOODER CERCASI

Posted on 14 February 2012 by re-d


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Il Fregio di Beethoven – Klimt @ Spazio Oberdan – Milano

Il Fregio di Beethoven – Klimt @ Spazio Oberdan – Milano

Posted on 13 February 2012 by re-d

Il fascino decorativista di Klimt in mostra a Milano presso lo Spazio Oberdan in una rassegna pittorica dedicata al “Fregio di Beethoven” realizzato dall’artista per il “Palazzo delle Secessioni” a Vienna.

La Secessione fu un movimento artistico che si emancipò dalle istituzioni accademiche, perché ritenute ormai obsolete e ottuse, e che si coniugò con le città in cui si diffuse: Monaco nel 1892, Vienna nel 1897 e infine a Berlino nel 1898, aprendo le porte a una nuova concezione dell’arte.

Il movimento in sé non può essere definito unitario, le convinzioni politiche e gli scopi di diffusione artistica furono il filo conduttore del  fenomeno culturale.

Klimt fu il fondatore, insieme a Olbrich, Hoffman e Wagner, della rivista “Ver Sacrum” che diffuse il pensiero secessionisa, e del ”Palazzo delle Secessioni “ a Vienna, progettato da Olbrich,fulcro del movimento  dove si svolgevano tutte le attività principali degli artisti e dove si organizzavano eventi culturali ed esposizioni.

Il “Fregio di Beethoven” fu realizzato da Klimt per la “XIV Esposizione” per decorare e accompagnare la statua plasmata da Max Klinger e dedicata al musicista. I soggetti dipinti da Klimt e ispirati dalla IX sinfonia, rapressentano la redenzione dell’umanita debole per mezzo dell’arte e dell’amore.

L’opera si divide in tre parti: L’anelito alla felicità, Forze ostili e Inno alla gioia.  La raffiguazione di questi tre atti, nonostante la natura temporanea dell’opera, non tradisce le caratteristiche stilistiche del pittore che rappresenta ed enfatizza il nudo femminile, il decorativismo e l’uso smodato dell’oro come collante fra le immagini.

La mostra si articola attorno all’opera definendo, nella prima sala,  il contesto secessionista con l’esposione di alcune copie del “Ver Sacrum” e dei  manifesti;  l’esposizione della riproduzione in scala 1:1 del fregio, nella seconda, e infine gli studi per la sua realizzazione. La mostra si conclude con la visione di un video sull’artista e la sua valenza nel contesto viennese.

La replica del fregio è molto interessante ma la cosa che colpisce è l’esposizione degli studi per la sua realizzazione dai quali si capisce la passione del l’artista per la donna e la sua femminilità che viene rappresentata con estrema voluttà ma senza scadere nel pornografico, una collezione di diverse rappresentazione di diversi momenti di vita.

Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven

4 febbraio – 6 maggio 2012

Milano, Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2

re-mooder Giulia Rozza

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