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2.0.1.2. (21-12-12): la fine del mondo secondo re-mood, un numero speciale da sfogliare prima di morire

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2.0.1.2. (21-12-12): la fine del mondo secondo re-mood, un numero speciale da sfogliare prima di morire

Posted on 12 December 2012 by re-d

 

 

Oggi è il 12-12.-12 e accadono cose importanti. Giornata dell’Interconnessione. Significa, googolo, l’apertura di un nuovo “portale di energia“, quindi il rilascio di un potente vortice energetico che può purificare l’anima (?). Oggi il papa sforna il primo twitter, l’asteroide Toutatis transita a salutarci e chissà cos’altro.  In ogni caso la fine si avvicina e prima che succeda vogliamo fare un annuncio. 

Qualunque sia la vostra verità o interpretazione in merito all’Armageddon, vorremmo divulgare la nostra interpretazione, o meglio una traduzione che alcuni artisti di nostra fiducia hanno dato all’apocalisse, fine del mondo, armageddon e via così. Una libera interpretazione sul significato di fine del mondo (come ha fatto Nicolas Testa con la locandina in alto) raggruppata in un numero speciale che uscirà a giorni (non siamo come i Maya, ci teniamo alla larga dalle date certe). Un numero fatto di immagini e fotografie che consapevolmente e inconsapevolmente vuole essere documento di questi nostri tempi travagliati e cupi. Ma anche speranza e ironia, tanta ironia. State con le antenne dritte, vi trasmetteremo novità a breve. 

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Piccoli scrittori crescono: Paolo Persico ci racconta il suo Mulino Bianco

Piccoli scrittori crescono: Paolo Persico ci racconta il suo Mulino Bianco

Posted on 21 November 2012 by re-d

I racconti sono piccoli squarci su una tela chiamata realtà. La sfregiano con la fantasia, vi aprono piccoli buchi neri dai quali si può attingere luce. Per inaugurare questa nuova sezione vi proponiamo “Mulino Bianco” piccolo racconto parte della raccolta “Amici per le palle”, otto storie il cui il graffiante, ironico, disincantato stile di Gugliemo Serpichetti (alias Paolo Persico) squarcia tele su una realtà poco idilliaca.

Questa la presentazione su Il mio Libro: “Con Amici per le palle Serpichetti descrive una società putrida, crudele, artefatta. Affronta temi scottanti come la solitudine, la ricchezza, il lavoro, senza paura, ne peli sulla lingua. Disegna personaggi perdenti, soli, omuncoli senza palle, tratteggiandone i dettagli con straordinaria abilità. Sono brevi storie che contengono però quintali di nitroglicerina.

L’intero libro lo potete scaricare a 8€ su Il mio Libro.

 

MULINO BIANCO
È una raggiante giornata di sole, il cielo è sfacciatamente terso e gli uccellini fanno il loro dovere: cinguettano amorevolmente. Fuori, l’aria, è frizzante, dalla finestra spalancata ne entrano piacevoli folate, dolci carezze, che mi scompigliano la messa in piega.


Un raggio si infrange sulla tavola, un elegante quadrato in noce massiccio, piazzato proprio nel mezzo della cucina. Tutto vi ruota attorno. La nostra vita ruota attorno a questa antica tavola tirolese, la nostra felicità, i nostri sorrisi, ma sopratutto la nostra colazione.
È perfettamente imbandita, pronta per essere quel campo di battaglia sulla quale si consumerà il primo pasto.
Tazze, con i relativi sottobicchieri, biscotti, posate, marmellate, bricchi e contro-bricchi, tutto è debitamente schierato.
Sono le sei e quarantacinque del mattino, il sole splende come fosse allo zenit ed io sto armeggiando ai fornelli, come dopotutto faccio ogni mattina da vent’anni a questa parte.


Scivolo spedita dal fornello alla dispensa, dai cassetti alla tavola, quindi nuovamente al fornello. Sono giovane, sono bella, sono piena di energia.
Ma c’è qualcosa, un’imperfezione, lo capisco dalle occhiaie che mi si stanno facendo strada nel viso come estuari di un fiume in piena.
Freno, appoggio le mani sui fianchi. È una sensazione, anzi ne è solo l’embrione. Tambureggio con le dita sul grembiule, quindi mi illumino. Volo, sulle pantofole rosa e come un tornado taglio quel raggio di sole che da sempre punta sul nostro tavolo, ne sconvolgo così , ma solo per un attimo il placido pulviscolo. Ciabatto fino in salotto e quindi ritorno vittoriosa, riassetto il centrotavola, che aveva una spregevole piega, e vi ripongo un vaso, un prezioso tubo turchese con tre girasoli all’interno.

Espiro soddisfatta e i lividi sotto gli occhi mi si prosciugano come essiccati dal sole. Ancora una volta è tutto perfetto: le colline verde smeraldo che fanno da cornice alla nostra casetta, le note di violino che rimbalzano morbidamente tra le pareti, le tendine di un candido bianco, che ondeggiano sensuali. Mi vengono certi pensieri al solo guardarle, ma non posso, non adesso per lo meno. Mario è in bagno che si sta radendo, ha giusto il tempo per lavarsi, per salutare Robertino e Saretta, i nostri pargoli, e quindi schizzare via, fuori dal nostro nido d’amore.

Lavora come operatore ecologico presso il comune ed ama il suo lavoro come nessun altro al mondo.
Ma non ho molto tempo per questo tipo di tergiversazioni, il latte sarà ormai caldo.
Devo fare in fretta, versarlo nelle tazze, sedermi ad aspettare la mia famiglia.
Ecco Robertino infatti. È sempre il primo quel furetto, li batte tutti sul tempo.
Mi saluta con un umido bacino sulla guancia, mi chiede educatamente come va e quindi si scaglia sulla confezione formato famiglia dei suoi biscotti preferiti.


I tempi sono stretti, gli accadimenti si succedono l’uno all’altro, senza possibilità di mettervi freno, la colazione scorre a una velocità prodigiosa e spazza via tutte quelle domanda che da anni a quest’ora, mi si ingolfano nel cranio.
Ma perché Mario sorride sempre? Perché ha sta voglia matta di ramazzar strade e tirar su merde di cane?


Robertino e Saretta, che hanno ormai trent’anni, non dovrebbero essere già capaci di prepararsela da soli sta colazione?
La mattina è tutto così confuso, i ricordi hanno difficoltà a incastrarsi, la realtà è uno specchio rotto abbandonato al suolo.
Ma ecco che trentasei dentoni da latte si piazzano davanti ai miei occhi blu cielo, per nascondersi poi dietro due morbide labbra a forma di bocciolo. Mi viene scoccato il secondo buongiorno della giornata e tutti i miei interrogativi vengono sepolti da un’ondata di allegria.


È arrivata Saretta. Si materializza alla mia sinistra e comincia subito a stuzzicarsi con il fratellino.
Si fanno le smorfie. Si lanciano pezzetti di biscotti cercando di colpirsi negli occhi. Lanciano gridolini di giubilo quando centrano il bersaglio e gridolini di dolore quando vengono centrati.
Si amano. Anch’io li amo. Anche se continuo a mantenerli da un’eternità. Alternano smorfie ad un bacio-abbraccio e continuano così fino all’entrata del padre. Mario.
L’istrione della famiglia. Il capo condottiero. Il contabile. Il giullare. Il difensore della patria.
L’inimitabile e inconfondibile netturbino.
Rasato è ancora più bello, anche se, a dirla tutta, non credo di averlo mai visto con un filo di barba.
Cammina spedito verso di me, gli spessi capelli ballonzolano e luccicano al sole, mi saluta e un brivido di desiderio mi freme dalla vulva fino al cervello e poi ZAC!di nuovo giù come una spada.
Sorride e mi devo mettere gli occhiali da sole per non ferirmi la cornea.


I bambini sono in fermento, è arrivato il loro papà che dopo una riavviata alle folte chiome e un simpatico buffetto, dice loro quanto li ama.
Tutti qui, ci amiamo. Attorno a questo dannato tavolo ogni mattina verso le sei e quarantacinque tronfio e vittorioso veleggia l’amore. Ci avviluppa. Ci sfiora. Ci penetra.
Mario rimane in piedi, alla mia destra. Veglia su di me e mi sento sicura. Lui mi completa e io mi sento perfettamente realizzata. In una mano stringe con fermezza la tazza, nell’altra il bacio-abbraccio, quindi lo intinge nel latte fumante. Lo guardo e ardo di desiderio, mi pungolo la mano con una forchetta e solo così riesco a trattenermi.
Anche i bambini intingono il loro bacio-abbraccio.
Mario insiste, intinge una, due, tre volte, quindi ci si accanisce, è un mulinello che sguazza nella tazza a velocità supersonica. Goccioline di sudore gli imperlano la fronte, macchie rossastre gli colorano le gote, il respiro gli si fa corto ed affannoso, ma nulla da fare, proprio non ci si può credere nella qualità di questo prodotto della Mulino Bianco. Granitici nel latte, miele nella bocca.
Dopo la pace nel mondo sono forse la più grande invenzione dell’uomo.


Mario soffoca una bestemmia, poi affranto, affoga il biscotto per un’ultima volta. Tutti noi, all’unisono, alziamo il bacio-abbraccio, grondante di latte, verso il cielo. I Tre moschettieri con il tutti-per-uno-uno-per-tutti ci fanno una pippa.


I baci-abbracci rispondono alla perfezione. Puntati verso l’infinito perdono gocce di latte ma mai forma e consistenza. Sono vent’anni che lo facciamo e mai un problema. Mai. Per quanto ci si possa impegnare, non un frammento di biscotto che si sia distaccato.
Nei nostri occhi l’estemporanea luce della sconfitta cede subito lo spazio alla raggiante felicità.
Ci si allargano naturalmente i sorrisi sulle labbra. Quasi ce ne dimenticavamo, noi siamo felici e la vita ci sorride sempre, proprio non può farne a meno. Le occasioni per avere la meglio sul quel dannato biscotto non mancheranno, questo è sicuro.
Mario ballonzola verso la porta, qualcuno al di fuori di questa oasi di pace ha bisogno di lui. Non ha nemmeno finito la tazza di latte, l’ha appena sorseggiata, come ogni giorno dopotutto, saluta i pargoli e corre di buonumore verso le sue merde e i suoi immondezzai.
I bambini lo adorano, vedono in lui un modello, lanciano le tazze ancora piene sulla tavola e lo rincorrono, intonando un allegro motivetto.
Mi hanno lasciata sola nella nostra cucina. Ogni giorno la stessa solfa, loro fuori a divertirsi, io qui a farmi il culo. Sola. Io e la nostra maledetta tavola in noce, illuminata da quel dannato raggio primaverile che riscalda i disastrosi resti della colazione. Ma a loro che gliene frega? Sono qui per questo, no? Per far loro da serva! Vorrei inseguirli, prenderli tutti e tre per le orecchie, trascinarli nuovamente verso casa, vorrei strusciargli quel loro angelico visino sul selciato, vorrei, ma non posso, non ho nemmeno il tempo di mandarli a ‘fanculo dalla finestra.
Devo rassettare tutto, rimettere il latte sul fuoco, che tra meno di due minuti ci sarà un’altra colazione su Rete 4.


FINE

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locandina pug.

Il Pugile Sentimentale di Alberto Rigettini in scena a Roma al Teatro Millelire: una scazzottata filosofica

Posted on 31 October 2012 by re-d

 

 

Un pugile che pensa troppo anziché prendere a pugni l’avversario. Un allenatore che le tenta tutte per fargli trovare la furia assassina. “Il Pugile Sentimentale” va in scena a Roma al Teatro Millelire dal 13 al 18 novembre. Una nuova produzione e reincarnazione per questo testo che dopo il Festival degli Atti Unici Italiani è andato in scena versione Americana al Bay One Act Festival di S. Francisco ed è restato per ulteriori due settimane nel cartellone dell’Eureka Theatre.

Ripescato poi da due giovani attori del Teatro della Tosse di Genova e prodotto da Salamander per la regia di Marco Ghelardi, è ora riproposto in versione monologo con Davide Mancini nella parte di Frank. “Cosa può passare per la testa di un pugile in quei pochi minuti in cui è seduto nell’angolo fra un round e l’altro? Di tutto.” Sostiene l’autore Alberto Rigettini.

E difatti tantissimi sono i temi di questo spettacolo: l’amore, l’indipendenza, la ricerca di se sessi, l’illusione e il fallimento. La boxe è solo un pretesto ed efficace meccanismo teatrale per una storia divertente e commovente allo stesso tempo. Il giovane Davide Mancini, istrionico e generoso come un vero boxeur, da tutto se stesso in 45 minuti di cazzotti filosofici e decide in questo caso di non effettuare nessun taglio, ne adattamento al testo, ma di viverlo e sudarlo in versione integrale. Così come lo trovò alcuni anni fa, nella rete quando fu pubblicato sul sito de IQuindici. Il testo è ancora là (fu così che lo trovarono Mancini e Ghelardi), ed è scaricabile gratuitamente, nel caso prima di acquistare i biglietti, vogliate darci un letta: http://www.iquindici.org/content.php?content.35

 Eccone un estratto:

Incomincia a prendermi a pugni, in maniera così scomposta che più che un boxeur

sembra un pallavolista. Io il palloncino delle fiere agricole che svolazza qua e là e lui

che lo insegue e a pacconi lo ribatte in su contro la forza di gravità. La superficie del

suo guantone è morbida ed imbottita e a volte la mia guancia ci fa il nido sopra e da lì

non se ne vuole più andare. Se finisse ai punti, ai giudici verrebbe il dubbio su a chi

assegnare certi colpi mortali, giacché in alcuni momenti, sembra che sia la mia faccia a

colpire il suo pugno e non viceversa. Cerco il suo affetto, se non nel palmo paterno, nel

dorso privo di nocche delle sue mani. Van Terrible s’incazza sempre di più e attacca da

tutte le parti, in certi momenti mi sembra Shiva, il Dio indiano dalle mille braccia, e il

mio pensiero corre ad una donna che nell’intimità delle lenzuola dice proprio a Van:

Ma quante mani hai? Sei sicuro che siamo solo noi due nel letto?” E ridacchia lei,

tornata bambina, con sussulti acuti, con note melodiose che sono quelle dei fringuelli,

delle allodole e delle donne quando sono veramente felici.”

 

Il Pugile Sentimentale - Di Alberto Rigettini

Con Davide Mancini

Regia di Marco Ghelardi

Produzione Salamander

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Dal 13 al 18 novembre, Al Teatro Millelire - Via Ruggero Di Lauria 22

 Da martedì a sabato ore 21.00. Domenica 18 novembre ore 18.00. Biglietti: 10 Euro

Info: 06.397.51.063 - info@millelire.org - www.teatromillelire.org

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Arriva Writers dove Gli scrittori (si) raccontano: il 24 e 25 novembre a Milano

Posted on 26 October 2012 by re-d

 

Si chiama WRITERS #0. Gli scrittori (si) raccontano questa variopinta manifestazione-incontro di scrittori e poeti, attori e musicisti che a fine novembre animeranno gli spazi dei Frigoriferi Milanesi, in Via Piranesi 10. Writers non vuole essere un festival, non una fiera, non la classica presentazione di libri, ma un “contenitore multidisciplinare”:

una forma più intima d’incontro con gli autori, che (si) raccontano in luoghi inconsueti attraverso ciò che più loro piace – un quadro, uno strumento, una lettura, un suono, un cibo – mettendo in relazione linguaggi diversi e sparigliando la loro forma espressiva con agganci all’arte, alla musica, al teatro, alla memoria di odori e sapori. 1200 metri quadri che coniugano tradizione e avanguardia, arte e cultura, verranno aperti al pubblico per un’occasione unica in cui letteratura e immagine si fondono: le parole escono dalle pagine scritte per diventare immagini, luci, suoni, video, fotografie, colori, reading musicali, performance teatrali, maratone di lettura, memorie gastronomiche.

Sul piatto ci saranno diversi ingredienti. La cucina in primis quella dei Frigoriferi Milanesi, dove tre autori si proporranno con un menù a loro particolarmente caro; i Laboratori di restauro di Open Care che ospiteranno una scenografica mostra di Pop-Up. Dal vecchio e potente telescopio di Schiaparelli in restauro, sotto al quale rimirar le stelle con l’immaginazione, fin dentro il Caveau più grande d’Europa, che custodisce opere di inestimabile valore da riportare alla luce per l’occasione, con commento libero d’autore. E poi videoproiezioni e letture nella Sala Carroponte, dove il gancio del carroponte di un tempo per il trasporto dei blocchi di ghiaccio è rimasto spettatore; musica e un ricco bistrot con comodi angoli di lettura nel Cubo, dove una volta c’erano i motori che ghiacciavano l’acqua; una lunga Galleria di libri, a cura della libreria Utopia, negli ex magazzini del ghiaccio.
In tanti hanno confermato la loro presenza all’edizione #0 di WRITERS Cristina Alziati, Bruno Arpaia, Marco Baliani, Stefano Bartezzaghi, Gianni Biondillo, Sandro Bonvissuto, Mimmo Borrelli, Annarita Briganti, Francesco M. Cataluccio, Pietro Cheli, Enrico De Angelis, Mario De Santis, Alba Donati, Luca Doninelli, Fulvio Ervas, Favonio, Giorgio Fontana, Nicola Gardini, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Nicolai Lilin, Marco Malvaldi, Maurizio Matrone, Antonio Moresco, Bruno Osimo, Giacomo Papi, Silvio Perrella, Christian Raimo, Marco Revelli, Alessandra Sarchi, Luca Scarlini, Antonio Scurati, Alessandra Tedesco, Bert Theis, Giovanni Tizian, Filippo Tuena, Tenera Valse, Carlo Zanda e Giovanna ZucconiWRITERS dedica spazio anche agli autori esordienti, partecipando con sei appuntamenti all’iniziativa BookUp! – L’ora dell’esordiente: due nuovi scrittori a confronto ogni volta accompagnati da critici e giornalisti culturali.

 

Un singolare corollario di iniziative collaterali completa il programma di WRITERS: una mostra di “popup”, curata da Paolo Lutri (scenografo e collezionista), libri oggetto che nulla temono dall’avvento dell’e-book ma che anzi esaltano la poesia della carta quando si incontra con le storie, i disegni e la fantasia (e occasione per lanciare un appello di futura collaborazione tra artisti e scrittori); la mostra fotografica Le Meraviglie di Alice, a cura di Roberto Mutti, viaggio dentro al libro di cui tutti conoscono l’esistenza ma che forse non tutti hanno letto; un’esposizione di immagini di scrittori dall’archivio di Ugo Mulas; una mostra di vignette di Pat Carra, ironica ambasciatrice per la lotta delle donne per la libertà; la pièce teatrale Nina, di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda, breve e intenso monologo per due ispirato a Cechov; la proiezione di quattro documentari su altrettanti scrittori: l’inedito La teoria della lumaca, di Elena Fiorenzani, appassionata conversazione con Erri De Luca attorno alla sua storia e ai movimenti di lotta giovanili dal 1968 a oggi; l’anteprima di Diari Pisani. Capitolo 3: Marco Malvaldi, di Maria Teresa Soldani; Pablo vita di un poeta di Dario Baldi, lungometraggio dal sapore neorealista basato sulla vita di Pablo Neruda e messo in scena interamente con gente comune e persone di strada; End and Beginning: Meeting Wislawa Szymborska (con sottotitoli in italiano) di John Albert Jansen, divertente incontro con la grande poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura, attraverso un viaggio nella sua Cracovia accompagnati dalle testimonianze di amici e personalità (come il regista Andrzej Wajda). Il tutto sugellato dal ritratto inchiostro su carta di James Joyce con benda all’occhio che l’artista Massimo Kaufmann ha creato appositamente per WRITERS .

 

WRITERS nasce da un’idea di Frigoriferi Milanesi con Valentina Aponte e Isabella Di Nolfo, con la collaborazione di Helena Janaczek e Arianna Letizia. L’edizione #0 di WRITERS comincia in piccolo, ma con grande fantasia e libertà, per restituire a chi ama leggere una dimensione di esperienza gioiosa e vitale, in un’atmosfera accogliente, conviviale e contemporanea. Ulteriori informazioni sul sito www.writersfestival.it

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On Space Time Foam all’HangarBicocca: interazione e sperimentazione a cura di Tomas Saraceno

On Space Time Foam all’HangarBicocca: interazione e sperimentazione a cura di Tomas Saraceno

Posted on 25 October 2012 by re-d

On space time foam

All’Hangar Bicocca piacciono le opere di grandi dimensioni. Dopo le torri di Kiefer (permanenti) e la recente temporanea installazione audiovisiva di Carsten Nicolai è il turno dell’artista argentino Tomás Saraceno (Dal 25 ottobre al 3 febbraio, da giovedì a domenica 11-23, ing. gratuito). Con uno staff di 20 persone Saraceno sperimenta un’utopia: una scultura contemporanea in bilico tra arte e scienza.

Tomás Saraceno (San Miguel de Tucumán, Argentina, 1970) è un artista e architetto la cui fama internazionale è legata a installazioni visionarie e sorprendenti, praticabili dal pubblico e in grado di modificare la percezione degli spazi architettonici. Le sue opere, ispirate alla tradizione dell’architettura utopista del ‘900, nascono dal desiderio di creare strutture aeree abitabili dall’uomo, energeticamente autosufficienti e a basso impatto.

On Space Time Foam è composta da 3 strati di una membrana trasparente, ad altezze diverse: ogni livello ha una sua entrata e l’equilibrio è dato dallo scambio tra aria fredda e calda. Il risultato: una superficie di 400 metri quadri a ben 24 metri d’altezza in sospensione nell’enorme spazio dell’Hangar. Lo scopo: un desiderio, quello di “far volare” le persone. Il pubblico, come in altre opere su grande scala dell’artista argentino, può camminare sulla superficie di plastica fluttuante, che si alza e abbassa al contatto e al movimento, con l’idea di essere tra cielo e terra. Questa è la sensazione che Saraceno vuol far provare con On space time foam:  un’opera pensata per lo spazio milanese.

Una prova riuscita con l’aiuto dell’ingegnere aerospaziale, Per Lindstrand, che ha collaborato con Saraceno per la realizzazione scientifica di esperimento e un sogno di un artista definito “leonardesco” da Andrea Lissoni, curatore di questa esperienza. Saraceno si considera infatti un artista (con la base di architetto) che “vive e lavora sul pianeta terra e oltre”.

tomas saraceno

http://labrouge.files.wordpress.com/2012/10/tomas-saraceno-interazione-con-lopera-rossella-farinotti-labrouge.jpg?w=590

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Cerimonia di inaugurazione di Londra 2012: frega a qualcuno sapere cosa succederà?

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Cerimonia di inaugurazione di Londra 2012: frega a qualcuno sapere cosa succederà?

Posted on 27 July 2012 by re-d

Tutti ne parlano, magazine, tabloid, blog: è febbre Olimpiadi. Frega a qualcuno? Sicuramente a molti non fregherà un emerito cazzo, ma di questi ce ne sono molti che guarderanno la Cerimonia d’apertura, il vero evento mediatico, altro che Olimpiadi e spirito olimpico. Tedofori, portabandiera, atleti griffati, tatuati, medagliati, premiati, contesi e fidanzati, piss off. Interessa lo spettacolo, l’histeria, la celebrazione mediatica che avrà come gran cerimoniere nient’altro che il regista culto Danny Boyle, che sapete chi è, che ve lo dico a fare. Ripeterà le oniriche trafigurazioni di Trainspotting? Chissà.

Da giorni montano in rete le anticipazioni, trapelate dopo la prova generale fatta l’altro ieri. Sarà una celebrazione del Regno Unito e tutto ciò che ha contribuito a creare il mito della Britannia. Ci sarà il carbone, il pudding e il junk food? Sicuro ci sarà la campagna inglese, la mitica country side, l’idillio pastorale in cui il Regno Unito viene dipinto come la “terra verde” descritta in Jerusalem, con tanto di contadini, pascoli e animali. Sicuramente non si farà la caccia alla volpe.

Dopo la celebrazione bucolica, a seguire ci saranno le scene che evocheranno gli eventi che hanno segnato la storia britannica: le proteste dei disoccupati negli anni della grande depressione, gli operai a simboleggiare la working class e persino un modello dell’Empire Windrush, la nave che nel 1948 trasportò in Regno Unito 492 immigrati dalla Giamaica.  Operai, immigrati, militari, minatori, saranno i protagonisti di una session in cui il sogno britannico viene filtrato dagli eroi silenti, quelli che con il loro lavoro e i sacrifici, hanno contribuito a creare l’impero britannico. Tutto molto patriottico e commovente davvero.

State fremendo vero? Di più, aggiungerò al carrello della cerimonia i “patrioti” dalla fantasia inglese. Verranno a fare un saluto Alice nel paese delle meraviglie Peter Pan, Voldemort, Harry Potter, James Bond e anche Mary Poppins con il suo ombrellino (cordoglio per Sherlock Holmes che ha dato forfait). E poi la musica, sulla quale gli inglesi non scherzano affatto: il pop, il rock, persino il punk. Altro che arie e musica classica, la scaletta vede brani dei Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, Who e persino i Sex Pistols che mandano al diavolo la regina, oltre a tanti contemporanei: MIA, Coldplay e Dizzie Rascaal, tra i tanti.

E poi il gran finalone, con la partecipazione di Sir Paul McCartney che canterà “Hey Jude”, con il supporto di 1000 percussionisti che scenderanno dalle gradinate, sempre a quanto riportato dalle gole profonde del Sunday Times. Che Dio lo benedica. La regina? Pare abbia già preso un impegno: caccia alla volpe. In compenso però c’è Beckam, o forse no. Vada come vada, ora e sempre è Cool Britannia.

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Operazione nostalgia 2.0 – Instagram Socialmatic Camera

Operazione nostalgia 2.0 – Instagram Socialmatic Camera

Posted on 18 July 2012 by re-d

Chi come me è nato negli anni 70 avrà di certo qualche Polaroid che lo ritrae con amici o partenti e ricorderà con quale curiosità si scrutava quella linguetta quadrata che usciva “per magia” dalla macchina e come la si fissava durante la fase si sviluppo, io addirittura ricordo l’odore agre e alcolico della patina appiccicosa della foto.

Sicuramente l’operazione nostalgia è stata alla base del successo di tutte quelle app scaricabili per iPhone, BlackBerry, Smartphone etc che permettono di modificare le lenti, la pellicola e aggiungere effetti, sfumature o quant’altro. Tra le più in voga e “social” è sicuramente Instagram che per rendere omaggio alla Polaroid propone lo stesso formato quadrato.
Polaroid nell’ultimo ventennio ha provato a riproporre diverse macchine fotografiche digitali a stampa immediato, ma senza riuscire ad eguagliare il successo di mercato degli anni’70 ‘e 80 per poi nel 2008 annunciare  la cessazione della produzione di pellicole istantanee, mandando nello sconforto tutti quegli appassionati che ancora possedevano un modello storico.
Nonostante il tentativo di proporre nuove macchine con tecnologie più avanzate e la nomina di Lady Gaga come direttore creativo dello storico marchio, ad oggi non sono riusciti a tornare agli antichi fasti. La svolta potrebbe essere affidata all’idea del designer italiano Antonio De Rosa che propone un concept Instagram Socialmatic Camera dove si uniscono le funzionalità della Polaroid all’appeal retrò delle lenti Instagram ai tools 2.0.
Una macchina fotografica digitale con 16 GB di Memoria; Wifi e Bluetooth, schermo touchscreen 4:3; un obiettivo per gli scatti e uno per webcam, lettura QR code, filtri 3D; Zoom ottico; Flash Led; stampante interna con carta da foto Instagram; cartuccie di 4 colori e un InstaOs 1.0 . Al momento è ancora un progetto, ma dopo la recente acquisizione di Instagram da parte del re dei Social Mark Zuckerberg per quasi un miliardo di dollari in contanti e azioni, pare che possa diventare realtà nel prossimo futuro… e noi aspettiamo ansiosi lo sviluppo.
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Print and Destroy: Il writer Obey in mostra a Milano

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Print and Destroy: Il writer Obey in mostra a Milano

Posted on 17 May 2012 by re-d

 

Question everything (discuti qualunque cosa) è il motto di Shepard Fairey, da tutti conosciuto e riconosciuto come Obey. La Galleria Federica Ghizzoni e Heineken, dal 15 maggio al 15 giugno, rendono omaggio al writer/artista con la mostra ‘Print and Destroy‘, la prima grande esposizione personale milanese dell’artista americano, assurto alla fama assoluta quando una sua opera è stata utilizzata per la vittoriosa campagna elettorale di Barack Obama.

Le opere di Obey, riconoscibili sia per il raffinato stile illustrativo che ha sempre utilizzato per le strade, che per i soggetti scelti con cruda ironia e intelligente polemica, raggiungono fama e mercato internazionale grazia al ritratto dell’allora deputato americano Obama, dal titolo Hope, speranza. L’opera diviene un simbolo.

Shepard Fairey, classe 1970, incomincia nel 1984 come illustratore e graphic designer su skateboards e magliette; nel 1989 si impadronisce dei muri delle sue strade con una campagna di stickers grazie alla quale è riconosciuto dalla gente; studia a Boston dove espone per la prima personale nel 2009 presso l’Institute of Contemporary Art, dunque consacrato all’interno di un Museo. Dopo lavori in strada, rincorse, arresti, mostre importanti, ecco le sue opere serigrafiche a Milano.


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World Press Photo 2012 a Roma e Milano

World Press Photo 2012 a Roma e Milano

Posted on 09 May 2012 by re-d

 

 

Dal 1955 la World Press Photo Foundation seleziona e premia annualmente i documenti fotografici più significativi. Delle vere e proprie testimonianze, divise per 9 categorie, che raccontano eventi, popoli e cambiamenti. Emblemi del fotogiornalismo internazionale destinati ogni anno a fare il giro delle gallerie di tutto il mondo (in tutto 100).

Questo mese è il turno dell’Italia, precisamente di Roma dove, fino al 20 maggio, le foto premiate saranno in mostra presso il Museo di Roma in Trastevere (link); e di Milano, dove è stata inaugurata in questi giorni l’esposizione – aperta fino al 3 giugno – presso la Galleria Carla Sozzani (link). L’ambientazione radical chic della Sozzani stona con le foto di massacri, assassini di massa, lapidazioni, volti femminili sfigurati e visioni apocalittiche. Ma non preoccupatevi, per alleggerire gli animi non mancano mai intensi ritratti, lo sport e un vibrante tocco glamour.

Fra le diverse storie, narrate in fotografi,  c’è anche quella che si è aggiudicata il premio di ‘Foto dell’anno’, lo scatto dello spagnolo Samuel Aranda per il New York Times che ritrae una donna a Sanaa, in Yemen, che sorregge un parente ferito durante gli scontri che hanno infuocato la città lo scorso ottobre.

 

 

 

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MIA – Milan Image Art Fair

MIA – Milan Image Art Fair

Posted on 04 May 2012 by re-d

MILANO – Superstudio Più DAL 4 AL 6 MAGGIO 2012 TORNA

Parte oggi la seconda edizione del MIA una della più importante fiera di fotografia in Italia. 250 espositori provenienti dalle diverse parti del mondo presenteranno artisti internazionali secondo una formula innovativa: uno stand per ogni artista – ad ogni artista il suo catalogo.

Dopo il grande successo di pubblico e di vendite della prima edizione, dal 4 al 6 maggio 2012 al Superstudio Più di Milano (via Tortona 27), torna MIA – Milan Image Art Fair, l’appuntamento ideato e diretto da Fabio Castelli riservato alla fotografia e alla video arte. 250 saranno gli espositori – gallerie, fotografi indipendenti, editoria specializzata e fotolaboratori, il 15% in più rispetto al 2011 –, provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa (Austria, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Regno Unito, Russia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Ungheria), dagli USA e dal Sud America, che presenteranno oltre 200 artisti nazionali e internazionali.

MIA Fair nasce con l’obiettivo di distinguersi dal tradizionale schema delle fiere italiane evidenziando il ruolo trasversale che la fotografia ha assunto tra i linguaggi espressivi del sistema dell’arte contemporanea. La sua formula, unica nel panorama fieristico italiano, propone uno stand per ogni artista – ad ogni artista il suo catalogo, offrendo al visitatore la possibilità di vedere più di 200 mostre personali.

La selezione è stata svolta dal comitato scientifico composto da: Studio 3/3 photography projects – Roma, studio di ricerca sull’immagine fotografica; Gigliola Foschi, curatrice e giornalista; Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e curatore; Roberto Mutti, curatore e critico fotografico; Enrica Viganò, curatrice, critica fotografica e organizzatrice di eventi legati alla fotografia.

Molte sono le novità di MIA Fair 2012: al ricco programma culturale con workshop, incontri, conferenze e alla sezione dedicata ai libri d’artista e all’editoria di qualità, si affianca un padiglione interamente riservato alla fotografia fine art di moda dove, alcune tra le più importanti gallerie legate al mondo fashion di Milano, New York e Parigi, proporranno opere di artisti che hanno rivoluzionato le regole di questo particolare genere di arte. Dopo il grande riscontro del 2011 (il 50% degli autori che si erano presentati in modo autonomo, quest’anno verranno proposti da gallerie,) sarà di nuovo attiva la sezione “Proposta MIA”, all’interno della quale si troveranno i lavori degli artisti che operano senza il supporto di gallerie.

Padiglione Fine Art di Moda La ricca selezione di gallerie presenti a MIA Fair 2012 sarà ampliata da un padiglione riservato alla fotografia di moda in cui esporranno le italiane Admira (Pasquale De Antonis e Ugo Mulas), Aforisma (Piero Gemelli), Archivio Alfa Castaldi, Kyo con la parigina Musée des Arts Derniers (Malick Sidibé); le statunitensi Cristinerose Contemporary Art (Rodney Smith), Danziger Gallery (Andy Warhol e Scott Schuman, fondatore del blog The Sartorialist), Edwynn Houk Gallery (Herb Ritts), Howard Greenberg Gallery (William Klein e Saul Leiter); la parigina Galerie Esther Woerdehoff (Michel Comte), la viennese PhotographersLimitedEdition (Albert Watson) e il fotografo londinese Uli Weber.

Elliott Erwitt, Kids Lavazza proporrà a MIA 2012 una raffinata selezione di fotografie realizzate da Elliott Erwitt, nella mostra dal titolo Kids. L’iniziativa rivelerà il lato intimo e personale di Erwitt e permetterà di sostenere l’associazione Adisco (che si occupa della raccolta e della ricerca del sangue cordonale per la cura di forme tumorali infantili) attraverso la vendita di questi scatti.

Hubertus Hamm e BMW BMW presenterà, con la curatela dell’Associazione Culturale Maurer Zilioli, le immagini di Hubertus Hamm, il fotografo tedesco che dirige le principali campagne pubblicitarie dell’azienda automobilistica. Il pubblico avrà la possibilità di ammirare le fotografie di Hubertus Hamm prodotte su commissione e quelle che derivano da un progetto puramente artistico.

Mostra di Gianfranco Chiavacci (Pistoia, 1936 – 2011) A Gianfranco Chiavacci (Pistoia, 1936 – 2011), è dedicata la monografica composta da 100 opere. Chiavacci, durante gli anni ’70, si accosta a un uso non convenzionale della macchina fotografica, elaborando una riflessione tra l’artista stesso e la presenza ineludibile della tecnologia, adottata, quest’ultima, sia come strumento che come oggetto virtuale delle sue opere. La produzione fotografica di Chiavacci, caratterizzata da oggetti astratti che contengono un carattere bidimensionale, abbraccia non solo riflessioni concettuali sulla processualità fotografica ma anche ricerche sul movimento dell’oggetto nello spazio, sulla dimensionalità, sul colore e sulla definizione di tempo.

Mostra di Daniele Pignatelli e Kinky Texas

Durante MIA, un approfondimento sulla video arte sarà garantito anche dalla mostra “Io ed Esso…ergo sum”, curata da Fortunato D’Amico, che presenterà negli spazi ipogei i lavori di Kinki Texas, artista visionario, e Daniele Pignatelli, filmmaker di fama internazionale. Il percorso raccoglierà un nucleo di video-installazioni: un film-dittico di Daniele Pignatelli dal titolo “Filò” – un tentativo di mettere in sincrono il corpo umano con il moto perpetuo del mare – e il video “Stop Disco Mafia di Kinki Texas, il cui vero nome è Holger Meier”. Accanto ad esso, alcune tele, disegni e frame inediti.

Premi Ferrarelle e Premio BNL – Gruppo BNP Paribas hanno istituito due riconoscimenti per gli artisti presenti. Le Giurie, composte dai membri del comitato scientifico di MIA e da un rappresentate dei due sponsor, avranno il compito di valutare il pregio artistico e l’originalità delle opere in concorso. Il Premio Ferrarelle, rivolto a tutti gli artisti che espongono i propri lavori nell’ambito della sezione “Proposta MIA 2012”, prevede l’acquisto da parte dell’azienda dell’opera vincitrice per un ammontare di 10 mila Euro. Dal canto suo, il Premio BNL – Gruppo BNP Paribas riserverà 12 mila Euro ad uno tra gli artisti che esporranno i propri lavori tramite le gallerie.

Workshop, incontri e tavole rotonde Alla sua seconda edizione, MIA 2012, offrirà un cospicuo calendario di incontri, workshop, presentazioni, dibattiti e tavole rotonde che si susseguiranno nelle giornate di manifestazione negli spazi di Superstudio Più.

Milano, febbraio 2012

MIA Fair – Milan Image Art Fair 2012

Milano, Superstudio Più (Via Tortona, 27)

DAL 4 AL 6 MAGGIO 2012

Info Segreteria Organizzativa MIA Fair Via San Vincenzo 22 – 20123 Milano Tel. / Fax +39.0283241412 info@miafair.it www.miafair.it


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