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Le Kawallzzazioni di Tomoko Nagao in mostra a Milano

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Le Kawallzzazioni di Tomoko Nagao in mostra a Milano

Posted on 03 May 2012 by re-d

La grande onda di Hokusai che investe un fast food Mc Donald’s, il Bacco di Caravaggio di fronte a una schermata di Googlela Venere di Tiziano adagiata su un letto di pacchi di pasta Barilla e las Meninas di Velàzquez circondate da lattine di Coca Cola e borse di Zara. Sono alcune delle ‘Kawaiizzazioni’ dell’artista giapponese, ma trapiantata a Milano, Tomoko Nagao, esposte in anteprima a Milano il 10 maggio alla Rubin Gallery in via Bonvesin de la Riva e il 13 maggio da Wow Spazio Fumetto in viale Campania per poi spostarsi dal 18 maggio al 30 ottobre nella galleria d’arte del Mo.om Hotel di Olgiate Olona, in provincia di Varese.

La mostra è l’evento inaugurale di ‘Micropop, ultime tendenze artistiche dal Giappone visionario’, un ciclo di tre appuntamenti dedicati al mondo nipponico. “Tomoko rende cool, i capolavori della storia dell’arte contaminandoli con marchi globali che diventano tavolozze su cui esprimere il suo immaginario – spiega Christian Gancitano, curatore della mostra – Così contrasta l’azzeramento di fantasia operato dal consumo di massa”.

Un ciclo di tre esposizioni a cura di Christian Gancitano che nell’arco di un anno affronteranno le ultime tendenze dell’arte nipponica. Si inizia con KAWAIIZZAZIONI di Tomoko Nagao, la mostra che sarà allestita dal 18 maggio al 30 ottobre nell’art Gallery del suggestivo hotel-motel MO.OM disegnato dall’architetto “della notte” per antonomasia Beppe Riboli (Olgiate Olona, a15 km da Milano – uscita Busto Arsizio).

 

In KAWAIIZZAZIONI le opere di Tomoko Nagao (digital e vectorial art e alcune pitture olio su tela, misure variabili, anno 2011-2012) reinterpretano e rendono cool (“kawaii”) le grandi opere di CaravaggioVelasquezTizianoLatourBotticelli che l’artista rivisita e contamina con brand globali come Coca Cola, Ipad, Barilla, Sanrio, Kikkomann, Nissin cup instant noodles, Play Station PSP.

 

Come spiega Christian Gancitano, curatore della mostra, “Il rimpossessarsi di icone della cultura di massa utilizzandole come display o tavolozza del proprio immaginario rappresenta un’operazione artistica tipica del Micropop giapponese, tesa a contrastare l’operazione di azzeramento di fantasia e di diversità che i brand di consumo di massa esercitano. Le opere di Tomoko sono un’ allegoria dell’epoca della globalizzazione, raccontata con i suoi simboli e i suoi prodotti, in stile superflat, la nota corrente postmodernista di Takashi Murakami”.

 

Ecco quindi I Bari (tra packaging di snack ), Bacco malato (con Nutella) e Narciso (con SMART car e Coca Cola) ispirate a Caravaggio. Le poetiche reinterpretazioni Kawaii di opere di Latour come la formazione della Vergine attraverso l’Ipad o la Nascita di Venere di Botticelli che sorge da una consolle PSP Play Station in un mare di Baci Perugina. E poi las Meninas di Velazquez dove l’Enfanta Margarita è tra le borse di Zara. Fino a Venus of Pasta con la Venere di Tiziano adagiata su “pilov” Hello Kitty, tra pacchi di pasta e prodotti di consumo di massa.

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Asterios Polyp graphic novel dell’anno

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Asterios Polyp graphic novel dell’anno

Posted on 09 November 2011 by re-d

 

Non è frequenta che a re-mood trattare di fumetti, ed è un peccato. L’occasione è ghiotta perchè ho avuto modi di conoscere Asterios Polyp di David Mazzucchelli grazie ad un appassionato amico che in settembre esultò per la pubblicazione italiana del fumetto culto uscito per Coconino Press. Divorato in due giorni. Oggi ho saputo che Asterios Polyp è il graphic novel dell’anno per la giuria di Lucca Comics and Games, la rassegna italiana dedicata al fumetto che si è conclusa il 1 novembre.

Al libro di Mazzucchelli  è stato assegnato il premio Gran Guinigi per la miglior storia lunga pubblicata in Italia nel 2011. Asterios Polyp era uscito nel 2009 negli Stati Uniti ed era stato molto celebrato per la “complessa struttura narrativa, un disegno meticoloso di grande rigore, molte trovate formali e un racconto pieno di idee e riflessioni”.

La storia parla di un architetto in crisi di invecchiamento, di identità e di senso, le cui riflessioni sono arricchite da frequenti riferimenti colti e quasi filosofici. La trama è semplice: incontriamo Asterios nel suo lurido appartamento di Manhattan che, colpito da un fulmine, sta bruciando. Lui lascia di corsa l’appartamento, portando con sé solo tre cose: il suo orologio, un accendino e un coltellino svizzero. Sale sulla metropolitana e prende un autobus fino al capolinea, che opportunamente lo deposita in una città chiamata Apogee. Asterios trova lavoro come meccanico con un gentile quanto inopportuno operaio mattacchione di nome Stiffly Major, sposato con una rubensiana “divinità” new age di nome Ursula. Con il procedere del libro, al lettore vengono date tre diverse prospettive: lo schietto rendiconto delle giornate di Asterios ad Apogee, una serie di flashback sul suo passato (in particolare, sul modo in cui la relazione con la moglie è finita in briciole) e alcune digressioni narrate dal suo defunto gemello Ignazio.

Questo il messaggio di ringraziamento alla giuria e al pubblico del festival dell’autore David Mazzucchelli, non privo di stupefacente arguzia:

 

È un grande onore per me ricevere questo riconoscimento dal prestigioso festival di Lucca, in Toscana, la terra dei miei antenati. Devo confessare che ho sentimenti in qualche modo ambivalenti riguardo a questo premio. Riconoscimenti di questo tipo sono per loro stessa natura soggettivi: non stiamo parlando di caratteristiche quantificabili come, ad esempio, “il libro più pesante” o “quello con i caratteri tipografici più piccoli”. No: i premi, nel campo degli sforzi creativi, sono questioni più delicate e complesse. In una lunga lista di libri che include tanti diversi stili e generi, come si può decidere che quest’avventura fantasy sia meglio di quel dramma storico, oppure che questo libro di satira per adulti sia meglio di quel racconto umoristico per ragazzi? Inoltre, non posso dimenticare che nel 1990 l’industria discografica americana assegnò il Premio Grammy per la categoria “Miglior nuovo artista” ai Milli Vanilli. Forse in tempo reale è difficile stabilire quali opere resisteranno alla prova del tempo. Ma intanto, assegnando questo premio ad Asterios Polyp, la Giuria ha garantito che questo libro sarà letto, esaminato, indagato da persone che potrebbero discutere se l’opera sia meritevole o meno di un tale riconoscimento. Un libro come questo non si crea nel vuoto: perciò sono grato ai miei predecessori e ai contemporanei per il loro aiuto nel creare un ambiente nel quale Asterios Polyp può esistere. Vorrei anche ringraziare il mio amico Igort e tutti quelli che lavorano alla Coconino Press per la loro pazienza e l’impegno nell’affrontare le sfide e i mal di testa che ho infilato nel progetto di questo libro.
Tantissime grazie a tutti, davvero.

 

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I poster dei Giochi olimpici e para-olimpici di Londra

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I poster dei Giochi olimpici e para-olimpici di Londra

Posted on 08 November 2011 by re-d

Vi siete fatti un’idea dell’immagine coordinata dei Giochi olimpici di Londra 2012? Il logo è composto dal numero 2012, disegnato con un carattere molto particolare, che va a inserirsi in una serie di loghi olimpici, secondo alcuni osservatori piuttosto malriusciti.

Più apprezzata è invece la serie di poster ufficiali dei giochi olimpici e paraolimpici, disegnati da alcuni dei più affermati artisti inglesi, da Tracey Emin a Bridget Riley. Tutti i poster, che saranno esposti alla Tate Britain durante il London 2012 Festivalsono in vendita sia in edizione limitata (si tratta di stampe numerate, di particolare qualità), sia in versione più economica e accessibile.

 

 

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Video Sound Art: il 1° Festival italiano di motion graphics il 1, 2 e 3 luglio – re-mood ti regala 2 biglietti per assistere al concerto di Jon Hopkins

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Video Sound Art: il 1° Festival italiano di motion graphics il 1, 2 e 3 luglio – re-mood ti regala 2 biglietti per assistere al concerto di Jon Hopkins

Posted on 01 June 2011 by re-d

Possibile che sia più facile organizzare manifestazioni di tal fatta in località provinciali come Abbiategrasso che in realtà europee come Milano? Pare di si, almeno dopo aver dato un occhio al programma di questo festival che fonde l’eccellenza della visual e motion graphics con un programma di concerti live davvero interessante, con nomi tutt’altro che banali (John Grant, Jon Hopkins e The Album Leaf).

Video Sound Art si traduce in una proposta multidisciplinare di grande spessore. Il Festival, nato dall’intuizione dell’Associazione Le Cicale dell’Arconte in collaborazione con il portale d’arte contemporanea noknockroom, è infatti riuscito ad aggiudicarsi per primo una delle location più suggestive e ambite dell’area milanese: il Castello di Abbiategrasso.

Si guarda alle manifestazioni dal respiro internazionale come il Onedotzero di Londra e il Pictoplasma di Berlino. La location medievale del Castello, oggetto di recente ristrutturazione, si veste a nuovo con le video-proiezioni di alcune icon del settore quali Universal Everything, ManvsMachine e Dvein e le installazioni realizzate ad hoc da due protagonisti del video mapping mondiale, vincitori di numerosi premi internazionali: Daniel Rossa e Robert Seidel esposte nelle Scuderie del Castello insieme alla retrospettiva sul lavoro di Matt Pyke (Universal Everything), aperta al pubblico venerdì 1° luglio dalle 19:00 alle 21:00, sabato 2 e domenica 3 luglio dalle 10:00 alle 21:00. In occasione dell’apertura del Festival e a conferma della centralità del connubio tra arte e musica, subito dopo il concerto seguirà la performance audio-visiva dei Pistol Shrimp, duo dedito alla tecnica dell’architectural mapping: la loro opera, strutturata come una vera e propria performance live, sarà proiettata sulla facciata sud est del Castello.

I concerti

Vi avevamo accennato al calendario dei concerti serali (Inizio dei concerti: ore 21:00. Prezzo dei biglietti: 16 – 18 euro. Prevendite su www.vivaticket.it), non un plus, ma un’occasione per approfondire il legame profondo che unisce musica e arte visiva-performativa.

Venerdì 1° luglio il calendario si inaugura con la calda voce di John Grant, vero talento compositivo, inquieto e geniale, scoperto dalla band statunitense dei Midlake. L’esordio del musicista di Denver “Queen of Denmark” racchiude in sé talento e poetica ed è acclamato dalla critica unanimemente come un capolavoro. Dna concerti lo presenta così:

Arriva finalmente in Italia John Grant per presentare il bellissimo album Queen Of Denmark, uscito in Italia per Bella Union / Cooperative e ritenuto unanimemente dalla critica europea e americana come uno dei lavori migliori del 2010 e un assoluto capolavoro. Dopo essere stato per anni il leader dei CZARS, band di Denver che ha pubblicato una mezza dozzina di album che avrebbero meritato più successo di quanto ne abbiano avuto, John Grant decide di trasferirsi a NY di tentare l’avventura solista.Qui i compagni di etichetta MIDLAKE, con cui i Czars avevano diviso più volte il palco, incantati dai brani e dal talento del cantante e musicista di Denver, decidono di portare Grant a Denton, dove essi stessi sono in procinto di registrare il nuovo album The Courage of Others, e di affiancarlo nella registrazione e nell’arrangiamento dei pezzi. Registrato in due sessioni da due mesi e suonato oltre che da Grant dai Midlake, Queen of Denmark è dunque lo strabiliante risultato di questa azzeccata collaborazione e riesce finalmente a mostrare e ad esprimere l’incredibile ed unico talento dell’ex leader dei CZARS. Album sublime di melodie pop 70’s malinconiche, profonde e amare, Queen Of Denmark ruota intorno alla voce baritonale e calda di Grant capace di trasmettere registri diversi che spaziano dal folk rock alla ballata seventies più soft sino a brani più sostenuti ed energici. Brani che raccontano con un linguaggio onesto, sofferto e spesso sarcastico di amori tristi e perduti, di solitudine, innocenza, speranza e della difficoltà di essere un giovane omosessuale in una piccola cittadina della provincia americana. Un autentico capolavoro.


Sabato 2 luglio è il turno di quel geniaccio di nome Jon Hopkins, guru dell’elettronica visionaria e rarefatta, quello che va a braccetto con Brian Eno. La carica visionaria della sua musica rende naturale la collaborazione con altre forme d’arte, in particolare la danza, ed i brani dell’ultimo lavoro “Insides” sono divenute le musiche di scena per le coreografie di Wayne McGregor. Dentro le sue partiture ci sono delicate melodie acustiche, le sonorità liriche del pianoforte che lui stesso suona, linee di basso vibranti mutuate dal dubstep. Ad aprire il concerto di Hopkins ci saranno i Port-Royal.

Domenica 3 i When The Clouds precederanno l’ambient-pop dei The Album Leaf , il progetto musicale dell’outsider Jimmy LaValle, che già dieci anni fa scardinava i canoni del post rock con contaminazioni dall’ambient e dal dream pop. Con l’ultimo album “A Chorus Of Story Tellers” ha deciso di traghettare ispirazioni e partiture verso l’Islanda, terra che ha amplificato le sue visioni oniriche e delicatamente sfocate che entusiasmano gli ammiratori di Sigur Ros e MUM.

TI REGALIAMO 2 BIGLIETTI PER IL CONCERTO DEL 2 LUGLIO DI JON HOPKINS. COME? NEI COMMENTI SCRIVICI QUALI SONO LE IMMAGINI PIU’ EVOCATIVE CHE TI VENGONO IN MENTE ASCOLTANDO LA SUA MUSICA (TRA TUTTI I COMMENTI RICEVUTI CADRA’ IL NOSTRO INSINDACABILE GIUDIZIO SU UN SOLO UTENTE AL QUALE ANDRANNO I 2 BIGLIETTI DA RITIRARE LA SERA STESSA DEL CONCERTO IN CASSA ACCREDITI).


Fatevi sotto re-mooders, l’occasione è ghiotta. Il festival naturalmente sarà oggetto di un reportage con interviste e video.

Official Site: www.videosoundart.com

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Nazareno Crea: i classici femminili reinterpretati con Photoshop

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Nazareno Crea: i classici femminili reinterpretati con Photoshop

Posted on 18 May 2011 by re-d

Dettaglio della Venere di Milo, Nazareno Crea

Applicando alle celebri donne dell’arte gli “standard” fisici odierni, Nazerano Crea ha trasformato con Photoshop i celebri soggetti femminili dell’arte - come la Gioconda di Leonardo o la Venere di Botticelli - in top model da spot pubblicitario. Il suo lavoro, in mostra alla Gloria Maria Gallery di Milano (via Watt, 32. In mostra il 19/5/2011) , stimola qualche riflessione. La manipolazione mediatica standardizza la nostra percezione di bellezza?

Secondo Crea il graphic design è fondamentalmente una questione di incontro e collaborazione tra due o più figure per dare esistenza sensibile e forma a un messaggio. Un processo nel quale il designer interviene portando il proprio sguardo, nutrito dalla conoscenza delle immagini e della parola scritta.

Accanto al lavoro su commissione, la ricerca di Crea come artista e come designer si concentra proprio sui modi di guardare e sulla percezione, sul loro variare in relazione ai contesti culturali e sociali. Nelle sue sperimentazioni, interviene sulle immagini e le modifica, riflettendo per loro tramite sui cambiamenti o sulle ossessioni del mondo e della società in cui viviamo.

Ritratto di una donna del Maestro di Flemalle, Nazareno Crea

Nato in provincia di Reggio Calabria, dopo una esperienza lavorativa a Milano Nazareno Crea ha studiato all’Ecole Cantonale d’Art de Lausanne (ECAL), per poi conseguire il Master in Communication Art and Design presso il Royal College of Art a Londra, città in cui tuttora vive e lavora.

 

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“WOW” il Museo del Fumetto di Milano

“WOW” il Museo del Fumetto di Milano

Posted on 26 January 2011 by re-d

Si inaugurerà in primavera  il museo dedicato al fumetto. Proprio a Milano, sede di importanti case editrici come Disney,  Bonelli, Astorina e città nella quale risiedono moltissimi autori.

Grazie alla Fondazione Franco Fossati, il prossimo 3 marzo in viale Campagna 12, ci sarà l’inaugurazione ufficiale dello spazio, alla quale parteciperanno 12 artisti che si confronteranno in un contest di writing a tema fumettistico, realizzando un’opera su pannelli di legno. I vincitori avranno l’onore di dipingere l’intera facciata della sede del museo.

Diabolik, Spiderman, Dylan Dog, personaggi di ieri e di oggi, provenienti da tutti i Paesi, saranno i padroni di casa. Un viaggio nel meraviglioso mondo della Nona Arte e non solo. Cinema d’animazione, Illustrazione, laboratori, corsi di sceneggiatura, di disegno, biblioteca e tanto altro attendono il pubblico milanese.

La Fondazione (Centro studi e documentazione internazionale sul fumetto, la comunicazione e l’immagine) ha messo a disposizione un biblioteca che conta circa 500.000 pezzi tra albi a fumetti, enciclopedie, libri di saggistica e narrativa, manuali tecnici, portfoli di autori, rassegne bibliografiche, disegni originali, documenti e oggetti di ogni tipo. Proprio per questo il suo contribuito per la nascita del museo è e sarà fondamentale.

I locali saranno aperti al pubblico il pomeriggio dal martedì alla domenica, in viale Campania 12.

Per altre informazioni si potrà visitare prossimamente il sito ufficiale

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“Kill Your Co-Workers” di Flying Lotus by Beeple

Posted on 25 October 2010 by re-d

Mike Winkelmann, aka Beeple, è un graphic designer dedito a cortometraggi, visual, progetti legati alla musica e all’illustrazione. In questa occasione ha associato il suo moniker al fenomenale artista che con il suo “Cosmogramma” quest’anno si è imposto definitivamente come uno dei nomi che un qualunque esperto musicale deve conoscere e che edita per Warp.

Dal recentissimo “Pattern+Grid World” arriva l’animazione per “Kill Your Co-Workers”: un lavoro che unisce disegno a mano e modellazione 3D. fedele alla filosofia opena source Winkelmann/Beeple ha deciso di mettere a disposizione i file utilizzati con il software “Cinema 4D“: ognuno può scaricarli e utilizzarli come meglio crede. Gradite mail a Winkelmann per fargli sapere cosa ne sarà del suo lavoro. I file possono essere scaricati qui. Enjoy.

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Pixel – Patrick Jean

Posted on 12 July 2010 by re-d

Per chi come me ha passato l’adolescenza a giocare ai video games su Commodore 64 o sull’Amiga, ricorderà bene: Space Invaders, Pac Mac, Tetris e Donkey Kong.
Pixel del artista francese Patrick Jean, è un cortometraggio geniale che inscena l’invasione di New York da parte delle creature del mondo a 8 bit. Un magistrale lavoro di video art  realizzato in collaborazione con One More Production
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Paper Plane

Posted on 10 July 2010 by re-d

una breve animazione ben realizzata firmata dalla motion designer Margherita Premuroso, specializzata in matte painting e character design.

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