Video Sound Art: il 1° Festival italiano di motion graphics il 1, 2 e 3 luglio – re-mood ti regala 2 biglietti per assistere al concerto di Jon Hopkins

Posted on 01 June 2011 by re-d

Possibile che sia più facile organizzare manifestazioni di tal fatta in località provinciali come Abbiategrasso che in realtà europee come Milano? Pare di si, almeno dopo aver dato un occhio al programma di questo festival che fonde l’eccellenza della visual e motion graphics con un programma di concerti live davvero interessante, con nomi tutt’altro che banali (John Grant, Jon Hopkins e The Album Leaf).

Video Sound Art si traduce in una proposta multidisciplinare di grande spessore. Il Festival, nato dall’intuizione dell’Associazione Le Cicale dell’Arconte in collaborazione con il portale d’arte contemporanea noknockroom, è infatti riuscito ad aggiudicarsi per primo una delle location più suggestive e ambite dell’area milanese: il Castello di Abbiategrasso.

Si guarda alle manifestazioni dal respiro internazionale come il Onedotzero di Londra e il Pictoplasma di Berlino. La location medievale del Castello, oggetto di recente ristrutturazione, si veste a nuovo con le video-proiezioni di alcune icon del settore quali Universal Everything, ManvsMachine e Dvein e le installazioni realizzate ad hoc da due protagonisti del video mapping mondiale, vincitori di numerosi premi internazionali: Daniel Rossa e Robert Seidel esposte nelle Scuderie del Castello insieme alla retrospettiva sul lavoro di Matt Pyke (Universal Everything), aperta al pubblico venerdì 1° luglio dalle 19:00 alle 21:00, sabato 2 e domenica 3 luglio dalle 10:00 alle 21:00. In occasione dell’apertura del Festival e a conferma della centralità del connubio tra arte e musica, subito dopo il concerto seguirà la performance audio-visiva dei Pistol Shrimp, duo dedito alla tecnica dell’architectural mapping: la loro opera, strutturata come una vera e propria performance live, sarà proiettata sulla facciata sud est del Castello.

I concerti

Vi avevamo accennato al calendario dei concerti serali (Inizio dei concerti: ore 21:00. Prezzo dei biglietti: 16 – 18 euro. Prevendite su www.vivaticket.it), non un plus, ma un’occasione per approfondire il legame profondo che unisce musica e arte visiva-performativa.

Venerdì 1° luglio il calendario si inaugura con la calda voce di John Grant, vero talento compositivo, inquieto e geniale, scoperto dalla band statunitense dei Midlake. L’esordio del musicista di Denver “Queen of Denmark” racchiude in sé talento e poetica ed è acclamato dalla critica unanimemente come un capolavoro. Dna concerti lo presenta così:

Arriva finalmente in Italia John Grant per presentare il bellissimo album Queen Of Denmark, uscito in Italia per Bella Union / Cooperative e ritenuto unanimemente dalla critica europea e americana come uno dei lavori migliori del 2010 e un assoluto capolavoro. Dopo essere stato per anni il leader dei CZARS, band di Denver che ha pubblicato una mezza dozzina di album che avrebbero meritato più successo di quanto ne abbiano avuto, John Grant decide di trasferirsi a NY di tentare l’avventura solista.Qui i compagni di etichetta MIDLAKE, con cui i Czars avevano diviso più volte il palco, incantati dai brani e dal talento del cantante e musicista di Denver, decidono di portare Grant a Denton, dove essi stessi sono in procinto di registrare il nuovo album The Courage of Others, e di affiancarlo nella registrazione e nell’arrangiamento dei pezzi. Registrato in due sessioni da due mesi e suonato oltre che da Grant dai Midlake, Queen of Denmark è dunque lo strabiliante risultato di questa azzeccata collaborazione e riesce finalmente a mostrare e ad esprimere l’incredibile ed unico talento dell’ex leader dei CZARS. Album sublime di melodie pop 70’s malinconiche, profonde e amare, Queen Of Denmark ruota intorno alla voce baritonale e calda di Grant capace di trasmettere registri diversi che spaziano dal folk rock alla ballata seventies più soft sino a brani più sostenuti ed energici. Brani che raccontano con un linguaggio onesto, sofferto e spesso sarcastico di amori tristi e perduti, di solitudine, innocenza, speranza e della difficoltà di essere un giovane omosessuale in una piccola cittadina della provincia americana. Un autentico capolavoro.


Sabato 2 luglio è il turno di quel geniaccio di nome Jon Hopkins, guru dell’elettronica visionaria e rarefatta, quello che va a braccetto con Brian Eno. La carica visionaria della sua musica rende naturale la collaborazione con altre forme d’arte, in particolare la danza, ed i brani dell’ultimo lavoro “Insides” sono divenute le musiche di scena per le coreografie di Wayne McGregor. Dentro le sue partiture ci sono delicate melodie acustiche, le sonorità liriche del pianoforte che lui stesso suona, linee di basso vibranti mutuate dal dubstep. Ad aprire il concerto di Hopkins ci saranno i Port-Royal.

Domenica 3 i When The Clouds precederanno l’ambient-pop dei The Album Leaf , il progetto musicale dell’outsider Jimmy LaValle, che già dieci anni fa scardinava i canoni del post rock con contaminazioni dall’ambient e dal dream pop. Con l’ultimo album “A Chorus Of Story Tellers” ha deciso di traghettare ispirazioni e partiture verso l’Islanda, terra che ha amplificato le sue visioni oniriche e delicatamente sfocate che entusiasmano gli ammiratori di Sigur Ros e MUM.

TI REGALIAMO 2 BIGLIETTI PER IL CONCERTO DEL 2 LUGLIO DI JON HOPKINS. COME? NEI COMMENTI SCRIVICI QUALI SONO LE IMMAGINI PIU’ EVOCATIVE CHE TI VENGONO IN MENTE ASCOLTANDO LA SUA MUSICA (TRA TUTTI I COMMENTI RICEVUTI CADRA’ IL NOSTRO INSINDACABILE GIUDIZIO SU UN SOLO UTENTE AL QUALE ANDRANNO I 2 BIGLIETTI DA RITIRARE LA SERA STESSA DEL CONCERTO IN CASSA ACCREDITI).


Fatevi sotto re-mooders, l’occasione è ghiotta. Il festival naturalmente sarà oggetto di un reportage con interviste e video.

Official Site: www.videosoundart.com

2 Comments For This Post

  1. Gingia Says:

    E’ bello vedere come la musica non abbia confini e si dipani in sottogeneri dell’elettronica che hanno ormai nomi tutelari considerati musicisti con la M maiuscola. Hopkins è uno di questi, ascoltare un suo disco significa entrare in un vortice di abbandono della staticità terrena. Tutto fluttua, veleggia verso i lidi inesplorati dell’immaginazione. E ci piace, ah, quanto ci piace.

  2. Lorentz Says:

    Meduse, vapori violacei e lividi in un cielo al chiarore dell’alba.

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