Mercoledi 17 novembre al LiveForum di Assago (Milano) abbiamo assistito alla prima delle quattro date italiane di quel folle e geniale One Man Band che risponde al nome di Bob Log III.
Come antipasto si sono esibiti i Criminal Jokers, from Pisa: al secolo Francesco Motta (voce e batteria), Francesco Pellegrini (chitarra) e Simone Bettin (basso). Band interessante e molto energica, nella loro ancor breve vita nascono folk punk per rinnovarsi nel corso degli anni fino a toccare ritmiche wave. Il loro ultimo disco This Was Supposed To Be The Future vanta la produzione artistica di Andrea Appino, chitarrista e voce degli Zen Circus (from Pisa anche loro) con la complicità di Manuele “Max Stirner” Fusaroli, produttore di molti fra i dischi di maggior successo dell’attuale scena indipendente italiana: Le luci della centrale elettrica, Giorgio Canali, Tre allegri ragazzi morti, Zen Circus, Sikitikis, Redworm’s Farm e molti altri ancora.
Spettacolare la performance “in piedi” della voce e batterista del gruppo: talmente carico di energia da non aver bisogno di seduta, anzi deleteria probabilmente allo sfogo di tale e tanta ferocia con la quale detta i ritmi dei pezzi.
Ma veniamo al clou della serata. Dopo una breve pausa riposante (per le orecchie ancora assordate dalla spettacolare batteria degli apri-serata) da un palco semibuio fa capolino il casco di Bob Log III, from Tucson, accolto da ovazioni e urla di benvenuto. Impeccabile in “giacca, camicia e pantaloni della festa” inizia il suo spettacolo: pochi minuti di accordi e alzatosi in piedi si libera di quegli inutili orpelli chiamati dalla società civile “abito” e sfoggia la sua mitica (e discutibile) tutina con tanto di nome glitterato sulle spalle. Yeah! Si comincia sul serio. Una performance unica, estenuante e coinvolgente grazie all’indubbio talento come bluesman dell’artista e al dialogo che si instaura con il pubblico (anche se è facile perdersi qualche battuta, vuoi per la difficoltà a capire esattamente cosa dica uno che ha come microfono una cornetta e vuoi perché a volte sembra che parli più a se stesso).
Un piccolo passo indietro per far capire meglio chi è Bob Log III. Immaginate un pazzo in tuta da stuntman (o uomo proiettile) e casco da moto, (è un ibrido tra un casco jet e una boccia per i pesci) con inserita sulla visiera una cornetta telefonica che funge da microfono, che arriva sul palco con la sua chitarra acustica pre-amplificata, si siede e comincia a suonare furiosamente in slide usando i piedi per comandare alcuni pezzi di batteria… Ecco, l’impatto è a dir poco stordente per chi assiste per la prima volta dal vivo a una sua performance. Aggiungete a questo le leggende che circolano sul suo conto, come quella che lo vuole, ancora fanciullo, vittima di un grave incidente in barca dove perse una mano e al suo posto venne impiantata una zampa di scimmia o come quell’altra che indica sotto il casco celarsi nientemeno che Tom Waits, leggenda che trae origini da una citazione dello stesso Waits che si dichiarava affascinato dallo stile unico di Bob Log.
Inutile porsi domande sulla sua vera identità. Giusto che rimanga celata. Bob Log III entra a pieno titolo nel club dei supereroi mascherati, come Batman e l’Uomo Ragno, come Kick Ass e Hit Girl (si, la loro identità si conosce, ma non siate fiscali…)
Bob Log III è un folle, forse necessita di cure appropriate… e magari anche noi visto che abbiamo apprezzato – e parecchio – lo spettacolo. Quindi, che fare e a chi rivolgersi? La risposta, una volta tanto, la troviamo tra le mura che hanno ospitato l’evento: il 2 dicembre si esibiscono i Clinic. I 4 chirurghi di Liverpool saliranno sul palco per presentare il loro nuovo album “Bubblegum”. Da non perdere.
Guarda le foto dei Criminal Jokers e di Bob Log III.




















